Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

venerdì 27 luglio 2012

Wine&food strutturato per competere sul mercato

Il "Made in Italy" del wine&food contro le barriere imposte dal mercato cinese.

Si è svolta a Parma la manifestazione China Business Incubator dove le più importanti realtà italiane del settore wine&food hanno avuto modo di poter incontrare i principali importatori e distributori dell'area di Shanghai. I prodotti italiani più appetiti dalla clientela orientale sono sicuramente olio, caffè, cioccolato, pasta e formaggio.
Dall’evento è emerso che la complessità del mercato cinese risiede nel far arrivare questi prodotti al consumatore; con l’aumento di barriere non tariffarie, che rallentano e in molti casi bloccano le esportazioni di prodotti alimentari «made in Italy», l’assenza di una struttura in loco ben ramificata può rivelarsi un problema insormontabile.
Hiufan Tsang, rappresentante di Sinodis, società cinese specializzata nell'import e nella distribuzione alimentare, afferma che: “Servono etichette in cinese, un packaging più in sintonia con la cultura orientale, meglio ancora se realizzato ex novo proprio per questo mercato. Finire sugli scaffali dei negozi cinesi non basta, bisogna frequentare il mercato per capire cosa funziona e cosa no, è indispensabile avere persone sul posto che verificano quello che succede”.
Bisogna agire sul campo, dunque, e per farlo servono strategie ben radicate nella conoscenza di ambiti legislativi e culturali del Paese, oltre a dei partner locali che favoriscano l'approccio alla distribuzione.

giovedì 26 luglio 2012

Aumentano gli investimenti nelle costruzioni

Prevista una crescita dell’8,8% fino al 2016. Dati inferiori rispetto al quinquennio 2006-2011, ma sempre superiori a quelli dei principali mercati nazionali del settore costruzioni.

Nonostante sia parere comunque di molti esperti che la bolla immobiliare cinese sia destinata a scoppiare, gli investimenti nell’industria delle costruzioni in Cina aumenteranno dell’8,8% annuo fino al 2016. Ad affermarlo è uno studio redatto dalla filiale di Pechino dell’Istituto di ricerche The Freedonia Group.
Ciò va a confermare quanto affermato dall’agenzia di stampa Bloomberg, ossia che nel corso del mese di giugno il mercato immobiliare cinese ha visto un deciso miglioramento, con le vendite di appartamenti che hanno registrato una progressione positiva del 41% rispetto al mese precedente.
Gli investimenti nelle costruzioni saranno ripartiti tra edilizia residenziale e non oltre ad ingegneria civile; gli attuali processi di industrializzazione e urbanizzazione oltre all’aumento del reddito individuale unito alla crescita delle famiglie saranno, secondo lo studio, fattori determinanti affinché ciò avvenga.
Venendo ai dati, fino al 2016 l’ingegneria vedrà un tasso di crescita pari al +9,5% medio annuo in termini reali, l’edilizia residenziale crescerà in termini reali medio dell’8,5% annuo e l’edilizia non residenziale dell’8,3.

mercoledì 25 luglio 2012

Toyota crede nella Cina

L’azienda giapponese costruirà un sito per la produzione di sistemi di trasmissione.

Toyota ha reso noto nella giornata odierna che è in programma la costruzione di un sito per la produzione di sistemi di trasmissione sul territorio cinese. L'iniziativa richiederà un investimento di 285 milioni di dollari e darà lavoro a 850 dipendenti. Il complesso dovrebbe entrare in attività nel settembre del 2014 e la sua produzione annua dovrebbe essere di 240mila pezzi all'anno.
L’azienda, che ha da poco concluso un altro accordo con PSA Peugeot Citroen per la produzione di veicoli commerciali leggeri per il mercato europeo, è ad oggi la più grande società al mondo per totale attivo tangibile, pari a 287 mld di euro nel 2011. Gli ultimi dati disponibili confermano questa crescita; a tutto giugno è stata infatti superata la soglia dei 200 milioni di veicoli assemblati.
Una bella soddisfazione per il nostro management, ma soprattutto per i 300 mila addetti che lavorano per noi nel mondo” ha commentato il Presidente Akio Toyoda.

martedì 24 luglio 2012

Dati allarmanti per la corruzione in Cina

Un documento trapelato conferma la massiccia corruzione presente nel Paese. Nella provincia del Guangdong oltre 1.500 funzionari corrotti.

Spesso si è soliti pensare che la corruzione in Cina stia alla base della crescita economica del Partito Comunista. Allo stesso tempo però bisogna considerare che essa può rappresentare un fattore che può accelerarne la morte, dato che i cittadini ordinari diventano sempre più irritati da una élite che sembra funzionare sempre più come una cleptocrazia.
A partire dal 26 novembre 2011, Pechino ha identificato 225 funzionari corrotti, 58 dei quali appartenenti agli alti livelli, che hanno sottratto 2,5 miliardi di yuan (circa 320.000 euro). Il dato più allarmante proviene dalla provincia del Guangdong dove sono 1.640 i funzionari corrotti, 170 di loro tra i dirigenti di alto livello, che hanno sottratto denaro per un totale di 115 miliardi di yuan (circa 15 miliardi di euro).
Le cifre provengono da un registro, forse compilato da un centro di ricerca affiliato allo Stato e sono state rese note da The Epoch Times, un’azienda di informazione con sede a New York.
I dati ricevuti dalla rivista hanno indicato che oltre 7.101 funzionari corrotti sono fuggiti negli Stati Uniti, portando con loro 336 miliardi di yuan (circa 43 miliardi di euro). Gli USA rimangono ad oggi la destinazione preferita per i dirigenti cinesi in fuga, ma i Paesi con regolamentazione più morbida in materia di immigrazione (Cambogia, Thailandia e Birmania per esempio) sono popolari tra i burocrati di livello inferiore.