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mercoledì 22 giugno 2011

Italia e Cina partner nel turismo

Altra cooperazione tra quattro regioni italiane e la Cina, questa volta nel settore turistico per l’avvio del progetto TRAVEL.

E’ in corso questa settimana la missione italiana in Cina nell’ambito del turismo, visita che ha portato lunedì scorso alla firma del progetto TRAVEL (TouRistic Institutional Actions for the DeVelopement of CoopEration between ItaLian Regions and Chinese Provinces). L’accordo è stato stipulato presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino tra alcune province cinesi e la Regione Marche, Puglia, Toscana e Veneto, il cui obiettivo è quello di osservare il trend cinese e attirare i flussi turistici dal Dragone. L’Italia è sicuramente una delle mete predilette dai turisti cinesi, basti pensare che solo nel 2010, nonostante il calo di flusso turistico nel resto d’Europa, sono stati 120.000 i visti concessi ai cittadini cinesi e quest’anno si pensa di poter raggiunger quota 200.000.
Il progetto TRAVEL avrà durata di 18 mesi e prevede la realizzazione di una politica di promozione e di marketing del turismo comune. In sostanza, saranno avviate attività di cooperazione business to business che si espliciteranno in una serie di proposte di viaggio comuni da parte di tour operator italiani e cinesi, rivolte prevalentemente a turisti di fascia medio-alta. La Regione Marche, ad esempio, ha già avviato collaborazioni con le province del Jiangsu, dello Hunan e del Guangdong.
Dopo la tappa di Pechino, la missione proseguirà a Nanchino, nel Jiangsu; con questo viaggio gli operatori turistici italiani faciliteranno ulteriormente il turismo cinese nel nostro Paese offrendo un pacchetto all inclusive. Ad agevolare ulteriormente le proposte saranno anche i nuovi voli diretti tra Italia e Cina, ripristinati recentemente da Alitalia.

lunedì 13 giugno 2011

Un pezzo d’Italia a Suzhou

Per le aziende manifatturiere italiane, Suzhou rappresenta un’area industriale d’eccellenza, dove produrre a costi ridotti e usufruire di una serie di servizi efficienti.

Suzhou è una città cinese della Provincia del Jiangsu, molto conosciuta per i suoi giardini, la cui bellezza attira milioni di turisti ogni anno e le ha permesso di diventare Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1997.
Da sette anni a questa parte, però, Suzhou è anche uno dei principali poli industriali del settore manifatturiero italiano, dove si producono beni di alta qualità, ma a prezzi molto bassi. Sono oltre 70, ormai, le aziende italiane presenti nell’area, installate nei due parchi industriali della città: Suzhou Industrial Park e Suzhou New District. L’avventura tricolore è cominciata nel 2005, grazie all’esenzione fiscale promossa dal governo locale per attirare investimenti stranieri sul territorio. Ora il business italiano conta un miliardo di euro di giro d’affari, 670 milioni di investimenti, 11.000 dipendenti e 600.000 mq di stabilimenti. A Suzhou, infatti, si registra la maggior concentrazione di imprese italiane di tutto l’Estremo Oriente, tanto che la comunità tricolore presente ha costituito un gruppo di lavoro presso la Camera di Commercio italiana in Cina, il Suzhou Working Group (SWG), la cui attività consiste nel rafforzare i rapporti con la Municipalità di Suzhou e fornire assistenza diretta al business italiano nell`area.
Oltre al supporto della CCIAA, Suzhou garantisce alle aziende italiane diversi strumenti che la rendono attraente: costi di produzione competitivi; infrastrutture, trasporti, sistema logistico e servizi doganali efficienti; la presenza di uffici per gli adempimenti burocratici e amministrativi direttamente in loco e gratuiti. Inoltre, a Suzhou si registra un’ottima rete di fornitori per le aziende meccaniche, di cui molti italiani. Infine, da non sottovalutare la vicinanza della città con Shanghai, cuore economico della Cina moderna.

mercoledì 27 aprile 2011

La metalmeccanica italiana si espande in terra cinese

Sempre più numerose grandi aziende italiane del settore dell’ingegneria meccanica approdano in Cina con impianti di alta tecnologia per esportare il proprio know how in collaborazione con i colossi locali.

Le competenze italiane nella metalmeccanica sono molto richieste in Cina, dove invece si trovano capacità produttive e finanziamenti che in Italia spesso mancano. Numerosi sono gli esempi di nomi illustri del Made in Italy che si stanno espandendo nella Repubblica Popolare, che spaziano dalla produzione di acciaio, alla costruzione di impianti e alle progettazioni meccaniche in diversi campi.
Uno fra tutti è il caso del Gruppo Marcegaglia, che ha recentemente inaugurato il suo primo impianto nel Dragone a Yangzhou, Jiangsu, dove ha realizzato il più grande investimento industriale italiano degli ultimi dieci anni. L’impianto, che copre circa 714 mila mq e avrà 500 addetti, produrrà a pieno regime 200 mila tonnellate di saldati, 100 mila trafilati a freddo, 70 mila inox e 30 mila tubi di refrigerazione per l’industria dell’automotive, della meccanica di precisione, dell’energia e dell’idraulica. La produzione, comunque, sarà destinata interamente all’estero: il 60% alla Cina e il restante 40% ai mercati dell’Estremo Oriente. La scelta del Gruppo Marcegaglia è dettata dal fatto che la Repubblica Popolare produce oggi 700 milioni di tonnellate di acciaio (pari al 47% della produzione mondiale); inoltre, il Sistema Paese è particolarmente favorevole, in quanto le autorità locali hanno supportato l’ingresso della società nel mercato locale.
Nella costruzione di impianti si segnala Merloni Progetti, società di ingegneria del Gruppo Merloni, che realizzerà per il gruppo cinese Haier, primo produttore mondiale di elettrodomestici, sette impianti per il recupero dei frigoriferi. Inoltre, verranno costruiti anche due impianti per il trattamento ed il riciclo degli accumulatori al piombo. La Cina, infatti, si sta adeguando per la questione dello smaltimento rifiuti e gli italiani sono conosciuti per la loro capacità di riciclaggio.
Infine, nell’ambito della progettazione meccanica portuale, è stata resa nota la collaborazione biennale tra Officine Meccaniche Galileo, costruttore di gru, con la cinese Sany Port Machinery, gruppo per la costruzione e vendita di macchine industriali, movimentazione container, autobetoniere, compattatori e gru. L’accordo prevede l’utilizzo del know how dell’azienda padovana per la costruzione di gru da banchina.