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giovedì 25 novembre 2010

Missione italiana in Cina per il settore automotive

Dal 22 al 25 novembre è stata organizzata la visita follow-up della Missione di Sistema in Cina del giugno scorso dedicata alla Filiera Automotive.
Si conclude oggi la Missione del settore automotive italiano in Cina, organizzata da ICE e Confindustria con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero degli Affari Esteri, l’ANFIA e l’Unione Industriale di Torino. L’obiettivo della visita è quello favorire la creazione di partnership tra aziende italiane e promuovere insediamenti e investimenti in loco.
Il settore automobilistico cinese è in grande espansione, nonostante la crisi economica del 2009. La Cina è il più grande produttore mondiale di auto e la sua quota di immatricolazioni è attualmente pari a 62 milioni, che nel 2020 potrebbero superare i 200 milioni. Solo nei primi 7 mesi del 2010 le vendite sono cresciute del 43% con 10,26 milioni di vetture ed entro la fine dell’anno potrebbero superare i 15 milioni di veicoli. Il governo cinese, inoltre, sta puntando molto sulla riduzione dell’impatto ambientale delle automobili spingendo sulla produzione di vetture elettriche ed ibride. Entro il 2020 si è posto l’obiettivo di far circolare solo veicoli a basse emissioni. Per raggiungere questo scopo, 16 grandi aziende cinesi hanno stipulato un’alleanza per investire 14,7 miliardi di dollari per la realizzazione di auto elettriche.
La Missione in corso si snoda in due tappe: la prima a Canton (o Guangzhou), dove ha sede il maggior gruppo automobilistico cinese, il Guangzhou Automobile Industry Group (GAIG), e la seconda a Shanghai, dove si trovano la Shanghai Automotive Industry Corporation (SAIC) e altri leader del settore, tra cui la Magneti Marelli e il Gruppo Fiat. Durante le giornate sono stati organizzati seminari, incontri B2B dedicati alla componentistica, car design e macchine utensili nonché visite a stabilimenti, distretti industriali e centri di ricerca. Vi partecipano 66 rappresentanti italiani, di cui 33 aziende (12 delle quali già presenti in Cina) e 2 associazioni industriali.
Con questa iniziativa si completerà il quadro delle opportunità di sbocco per le PMI italiane in Cina, già delineato con la missione di giugno. Se la visita di questi giorni porterà buoni frutti, si apriranno nuove prospettive per le aziende che puntano su qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente.

mercoledì 9 giugno 2010

Missione italiana in Cina: resoconto della tappa conclusiva a Pechino

Dopo i primi due giorni a Chongquing e poi a Shanghai, per festeggiare la giornata italiana all’Expo, la missione di sistema italiana in Cina si è conclusa il 4 giugno a Pechino. Nel pomeriggio del 3 giugno, nella capitale, si è tenuto un workshop per fornire alle aziende italiane il quadro normativo di riferimento per operare in nel paese asiatico: sono stati approfonditi, in particolare, gli aspetti legati alla lotta alla contraffazione, alle questioni doganali e tariffarie, agli strumenti finanziari a sostegno delle imprese italiane in Cina e alla proprietà intellettuale.
Sempre a Pechino, venerdì 4 giugno, la missione si è conclusa con il Forum economico Italia-Cina, moderato dal Presidente dell’ICE Umberto Vattani, una serie di incontri bilaterali tra imprenditori italiani e controparti cinesi e la tavola rotonda interbancaria: l’ABI e le altre banche italiane presenti si sono confrontate con la Banca Centrale e l’Associazione bancaria cinese, la China Banking Regulatory Commission ed i principali intermediari locali.
Diverse sono le considerazioni fatte in seguito alla missione; la Cina si è confermata un’opportunità fondamentale per le imprese italiane: basti pensare che nel primo trimestre del 2010 le esportazioni italiane verso la Repubblica Popolare Cinese sono cresciute del 24%. Tuttavia, rimane ancora molto da sviluppare; infatti, l’Italia vende alla Cina soprattutto beni strumentali (il 50% dell’export italiano in Cina è rappresentato dai macchinari). I beni di consumo che si riesce ad esportare sono invece pochi e si limitano all’abbigliamento, scarpe, arredamento e prodotti agroalimentari. Il mancato sviluppo è dovuto ad una serie di fattori, tra cui: la scarsità di catene di distribuzione nazionali, il numero ridotto di investimenti diretti esteri e la poca recettività del mercato cinese verso i marchi meno noti del Made in Italy.

lunedì 7 giugno 2010

Per l’Italia i futuri investimenti in Cina saranno nella “green economy”

Dall’Expo di Shanghai si intravedono nuove opportunità di business per le imprese italiane, in particolare in due settori: l’urbanizzazione (nel 2020 si stima che saranno 220 le città cinesi con più di un milione di abitanti) e la sostenibilità ambientale (la Cina, infatti, deve ridurre le emissioni di CO2 ed il consumo energetico). Secondo la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, presente nel paese asiatico per la missione di sistema italiana, sarà proprio la green economy il futuro degli investimenti italiani in Cina, campo in cui il nostro paese potrà eccellere grazie all’elevato sviluppo tecnologico di cui dispone.
Il Made in Italy in Cina è già un grande successo, lo dimostra l’afflusso di visitatori ed il gradimento dimostrato per il Padiglione italiano presente all’Esposizione Universale di Shanghai. Proprio a Shanghai, durante il convegno organizzato da Intesa Sanpaolo sull’efficienza energetica ed i sistemi urbani, è emerso che nel 2030 il 15% delle emissioni di CO2 proverrà dalla Cina.
Oltre agli investimenti nel settore, saranno importanti anche le collaborazioni tra imprese; ne è un esempio Enel, che è già acquirente privato di certificati di emissioni di CO2 in Cina.

giovedì 3 giugno 2010

Missione italiana in Cina: resoconto dei primi tre giorni a Chongquing e Shanghai

E’ tuttora in corso la missione di sistema che Confindustria, Abi e Ice, con i ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri, hanno organizzato dal 30 maggio al 4 giugno e a cui partecipano 230 aziende, 600 imprenditori e 18 associazioni industriali. Si tratta della terza missione italiana nel paese asiatico, la prima fu nel 2004 e la seconda nel 2006. Per il governo è presente il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il vice ministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso; per Confindustria partecipa la presidente, Emma Marcegaglia, il vice presidente per l’Internazionalizzazione, Paolo Zegna e il presidente della Piccola Industria, Vincenzo Boccia. Gli obiettivi della missione sono molteplici: rafforzare il commercio bilaterale tra Italia e Cina, cercando di raggiungere un interscambio paria a 40 miliardi di dollari; incrementare gli investimenti cinesi in Italia e quelli italiani in Cina; affiancare alla collaborazione già esistente nel settore manifatturiero anche quella nei campi d tecnologia ambientale ed efficienza energetica. La Cina rimane infatti una priorità per le imprese italiane e i dati dimostrano come la presenza italiana nella Repubblica Popolare sia in aumento: in aprile l’export è stato del +17%.
La prima tappa della missione si è svolta a Chongquing, città simbolo dello sviluppo economico del West cinese; si stima, infatti, che nel 2012 la sua popolazione raggiungerà i 40 milioni di persone. Inoltre la città è interessante anche per la sua tradizione manifatturiera; qui il governo cinese e operatori stranieri hanno già investito molto denaro facendone un importante centro per l’industria pesante, la produzione di motociclette ed automobili. Il 31 maggio ed il primo giugno a Chongquing si sono svolti seminari su automotive, energia e protezione ambientale, meccanica, tecnologie e beni di consumo, oltre ad un seminario per gli operatori cinesi dal titolo “Fare affari in Italia e opportunità di investimento”. Italia e Cina hanno inoltre firmato due accordi: il primo per la costituzione di un distretto agroalimentare sino-europeo e il secondo per il trasferimento del know-how italiano ai cinesi per la realizzazione di una vettura ibrida.
Ieri, 2 giungo, la delegazione si è fermata a Shanghai, dove si è svolta la giornata italiana dell’Esposizione Universale cinese. Alla manifestazione ha partecipato anche il commissario generale del governo per l’Expo, Beniamino Quintieri. Il padiglione italiano sta riscuotendo un grande successo all’Expo, ed è considerato il più attraente dell’Esposizione. Già nei primi giorni, infatti, aveva registrato il massimo della capienza quotidiana grazie ad un Made in Italy sempre più richiesto dagli stranieri.