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lunedì 1 ottobre 2012

Portaerei made in Cina

È entrata ufficialmente in servizio la prima portaerei della Repubblica popolare cinese con la cerimonia d'alzabandiera svoltasi a Dalian nel nord-est del Paese.

Nuove tensioni sul Mar della Cina orientale. Fino a ieri la Cina era l'unico membro permanente del Consiglio di sicurezza dell'Onu sprovvisto di una portaerei; oggi le cose non stanno più così.
È entrata infatti pubblicamente in servizio la prima portaerei cinese: Sul Liaoning, un'unità lunga 300 metri acquistata nel 1998 dall'Ucraina e completata e ristrutturata a partire dagli inizi degli anni duemila. Su di essa prestano servizio oltre 2mila marinai e possono trovare posto fino a 30 caccia di fabbricazione cinese J-15.
"L'ingresso della portaerei tra le unità della flotta cinese è importante per elevare la capacità di combattimento della nostra Marina a un livello moderno" ha fatto sapere un comunicato del ministero della Difesa.
La notizia non lascerà di certo tranquilli Giappone, Stati Uniti e Corea del sud, perché, se sul piano militare la portaerei cinese non è in grado di impensierire le navi della flotta statunitense o britannica, sul piano politico la Sul Liaoning è un chiaro messaggio che Pechino lancia ai propri “vicini di casa”, rimasti in questi ultimi tempi sempre più soli dalla politica estera dell'amministrazione Obama, che sembra aver abdicato al ruolo di "fratello maggiore" degli alleati orientali.

giovedì 24 novembre 2011

Cina: vicino il libero scambio con Giappone e Corea

Pechino accelera i tempi per poter avviare già il prossimo anno un’area di libero scambio con il Giappone e la Corea del Sud e difendersi così dagli Stati Uniti.

Lo studio di fattibilità per una zona di libero scambio tra Cina, Giappone e Corea del Sud era già stato concordato nel gennaio 2010, ma ora sembra ci sia stata una certa spinta ad accelerare i tempi da parte del premier cinese, Wen Jiabao. Pechino, infatti, ha richiesto che gli studi congiunti dei tre governi vengano conclusi entro la fine dell’anno, in modo da poter avviare i negoziati per l’istituzione dell’area commerciale già il prossimo anno.
L’interesse per la conclusione dei lavori potrebbe essere stato provocato dal recente intervento degli Stati Uniti in Australia per intensificare il ruolo della potenza economica nella regione Asia-Pacifico e per creare un’area di libero scambio Transpacifico, senza aver interpellato la Cina. Tuttavia, gli USA hanno dichiarato di voler garantire la libertà di navigazione e degli scambi commerciali nel Mare del Sud della Cina e di voler rimanere neutrali rispetto alle dispute che coinvolgono il Dragone e i Paesi vicini.
Nonostante queste voci, comunque, Stati Uniti e Cina si sono confrontati più volte in occasione del sesto vertice dell’Asia orientale a Bali, confermando la reciproca intenzione di cooperare tra loro in modo costruttivo.