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mercoledì 27 aprile 2011

La metalmeccanica italiana si espande in terra cinese

Sempre più numerose grandi aziende italiane del settore dell’ingegneria meccanica approdano in Cina con impianti di alta tecnologia per esportare il proprio know how in collaborazione con i colossi locali.

Le competenze italiane nella metalmeccanica sono molto richieste in Cina, dove invece si trovano capacità produttive e finanziamenti che in Italia spesso mancano. Numerosi sono gli esempi di nomi illustri del Made in Italy che si stanno espandendo nella Repubblica Popolare, che spaziano dalla produzione di acciaio, alla costruzione di impianti e alle progettazioni meccaniche in diversi campi.
Uno fra tutti è il caso del Gruppo Marcegaglia, che ha recentemente inaugurato il suo primo impianto nel Dragone a Yangzhou, Jiangsu, dove ha realizzato il più grande investimento industriale italiano degli ultimi dieci anni. L’impianto, che copre circa 714 mila mq e avrà 500 addetti, produrrà a pieno regime 200 mila tonnellate di saldati, 100 mila trafilati a freddo, 70 mila inox e 30 mila tubi di refrigerazione per l’industria dell’automotive, della meccanica di precisione, dell’energia e dell’idraulica. La produzione, comunque, sarà destinata interamente all’estero: il 60% alla Cina e il restante 40% ai mercati dell’Estremo Oriente. La scelta del Gruppo Marcegaglia è dettata dal fatto che la Repubblica Popolare produce oggi 700 milioni di tonnellate di acciaio (pari al 47% della produzione mondiale); inoltre, il Sistema Paese è particolarmente favorevole, in quanto le autorità locali hanno supportato l’ingresso della società nel mercato locale.
Nella costruzione di impianti si segnala Merloni Progetti, società di ingegneria del Gruppo Merloni, che realizzerà per il gruppo cinese Haier, primo produttore mondiale di elettrodomestici, sette impianti per il recupero dei frigoriferi. Inoltre, verranno costruiti anche due impianti per il trattamento ed il riciclo degli accumulatori al piombo. La Cina, infatti, si sta adeguando per la questione dello smaltimento rifiuti e gli italiani sono conosciuti per la loro capacità di riciclaggio.
Infine, nell’ambito della progettazione meccanica portuale, è stata resa nota la collaborazione biennale tra Officine Meccaniche Galileo, costruttore di gru, con la cinese Sany Port Machinery, gruppo per la costruzione e vendita di macchine industriali, movimentazione container, autobetoniere, compattatori e gru. L’accordo prevede l’utilizzo del know how dell’azienda padovana per la costruzione di gru da banchina.

martedì 22 febbraio 2011

Primi segnali di rallentamento del settore siderurgico cinese

Grazie alle misure intraprese dalla Cina per contrastare l'inflazione, si sta assistendo ad una frenata della produzione siderurgica cinese.

Il settore siderurgico cinese registra da anni un eccesso di capacità produttiva: nel 2010, infatti, l’acciaio prodotto dal Dragone è ammontato a 627 milioni di tonnellate, segnando una crescita del 9,3% ed un tasso di utilizzo degli impianti dell’82%. Per il 2011, invece, le stime prevedono una crescita del 5%, registrando quindi un lieve calo rispetto all’anno precedente, ma pur sempre con una quantità di acciaio prodotto pari a 660 milioni di tonnellate.
Tuttavia, le misure intraprese dal governo di Pechino per contrastare l’inflazione e moderare la crescita economica, sembrano aver frenato la produzione siderurgica nel mese di gennaio. Rispetto al 2010, infatti, il primo mese dell’anno ha registrato un aumento dello 0,5%, con 52,8 milioni di tonnellate di acciaio prodotte; inoltre, la quota di mercato si è ridotta fino al 44,2%, rispetto al 46,35 di dicembre. Tale calo segna la tendenza che si sta registrando anche in India, a fronte di una rivitalizzazione del comparto a livello mondiale, che ha visto un aumento del 5,3% in gennaio, grazie agli output di nazioni più colpite dalla crisi economica, quali Corea del Sud, Giappone, Stati Uniti e Paesi europei.
Il ridimensionamento e l’efficienza della produzione siderurgica sono tra gli obiettivi che le autorità cinesi si sono prefissate nell’ambito industriale; il miglioramento del processo produttivo, infatti, è stato ribadito anche nel dodicesimo piano quinquennale della Repubblica Popolare, in cui l’Associazione cinese dell’industria e dell’acciaio indica come priorità del settore lo sviluppo di ambiti quali l’alta velocità, l’ingegneria marittima ed il trasporto urbano su rotaie.

giovedì 27 maggio 2010

Investimenti in Africa per la compagnia siderurgica cinese Wuhan Steel

La terza impresa siderurgica della Cina Wuhan Iron and Steel Group ha recentemente ottenuto da parte della Commissione Nazionale per Sviluppo e Riforma l’approvazione per due operazioni di acquisizione in Africa, che forniranno due miliardi di tonnellate di materiale. Il progetto prevede l’acquisizione del deposito di ferro Soalala, in Madagascar e la partecipazione ad un progetto per minerali di ferro in Liberia. Il progetto riguarda un’area di oltre 430 kmq che contiene più di 800 milioni di tonnellate di riserve disponibili per lo sfruttamento.
Wuhan Steel ha inoltre firmato il 12 marzo scorso un accordo per pagare al Fondo per lo Sviluppo Cina-Africa 68,46 milioni di dollari per una partecipazione del 60% nella China Union Investment Co, che possiede un deposito di ferro in Liberia. Si tratta del più grande investimento in Liberia, con un deposito di circa 1,31 miliardi di tonnellate di riserve di ferro collegata ai porti tramite una rete ferroviaria di 80 km. Secondo la Wuhan Steel, entro cinque anni saranno in grado di essere indipendenti per la fornitura di ferro. Nel frattempo la compagnia ha ricevuto l’approvazione anche dal governo australiano per un investimento nel paese di 249 milioni di dollari.
Secondo gli esperti, l’Africa è un continente ricco di risorse minerarie ma il trasporto del ferro richiede infrastrutture moderne a causa delle grandi quantità trasportate; servono quindi grandi investimenti per costruire ferrovie e porti. Tuttavia questi ostacoli non devono fermare gli investimenti cinesi, in quanto il paese asiatico necessita di diversificare la fornitura di ferro per rompere il monopolio dei tre giganti globali del settore: Rio Tinto, BHP Billiton e Vale.