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venerdì 4 novembre 2011

Preoccupazione per il manifatturiero cinese

Gli indici relativi al settore manifatturiero cinese per il mese di ottobre non registrano segnali positivi, offrendo un quadro economico indebolito e a rischio.

Nel mese di ottobre gli indici relativi al manifatturiero cinese fanno intravedere un rallentamento dell’economia cinese, in linea con i dati registrati anche nel terzo trimestre 2011.
Il Purchasing Managers Index della China Federation of Logistic and Purchasing è sceso dal 51,2 di settembre al 50,4, poco sopra la soglia del 50, che separa la fase di contrazione da quella di espansione. Anche il Pmi della Hong Kong Shanghai Bank, pur registrando un trend positivo, non dipinge un quadro ottimista: per ottobre, l’indicatore Hsbc è cresciuto dal 49,9 al 51.
Nonostante il Pmi sia considerato un indice poco affidabile per molti analisti, in quanto basato sulla produzione industriale, la domanda domestica, le scorte, l’occupazione, gli ordini e il commercio estero, è comunque evidente che questi dati delineino un’economia cinese in un equilibrio precario, minacciata dalla politica monetaria restrittiva, dalla crisi dell’immobiliare, dalla contrazione della domanda mondiale che pesa sull’export cinese.

martedì 5 luglio 2011

Anche il terziario è in crisi

Si concretizzano i segnali di un indebolimento dell’economia cinese: dopo il settore manifatturiero, anche il terziario è in discesa.

Continua il rallentamento dell’economia cinese, i cui dati non sono confortanti: qualche settimana fa il Purchasing Manger Index del settore manifatturiero aveva registrato un calo dell’1,1%, attestandosi ai 50,1 punti secondo la società HSBC (su 430 imprese) e ai 50,9 punti secondo la China Federation of Logistics (su 820 società di 28 settori differenti).
Ora lo stesso segnale viene dal terziario, che ha raggiunto i peggiori risultati degli ultimi 4 mesi: il Purchasing Manager Index del non manifatturiero, elaborato su imprese dei settori immobiliare, dei trasporti, della distribuzione, della ristorazione e dei software è passato dai 61,9 punti del mese scorso ai 57 attuali.
Chi è maggiormente esposto a questi cali sono soprattutto le piccole imprese locali, strettamente legate alla stabilità economica del Paese. Per questo, il vice premier Wang Qishang ha chiesto alle banche cinesi di incrementare i finanziamenti alle piccole realtà , incoraggiando la nascita di istituti di microcredito. In particolare, il settore maggiormente colpito sarebbe quello immobiliare e le industrie ad esso connesse (come il cemento e l’acciaio), motivo per cui secondo Wang, il governo dovrebbe incentivare gli investimenti in abitazioni a prezzi accessibili; entro la fine del 2011, infatti, dovrebbero realizzarsi 10.000 case a prezzi popolari e nei prossimi 5 anni arrivare a quota 36 milioni di nuclei.
A completare la difficile situazione c’è ancora l’inflazione che, secondo il China Securities Journal, entro la fine del mese aumenterà del 6% anno su anno.