Continuano i rapporti ravvicinati tra Russia e Cina. È ormai chiaro che le opportunità di cooperazione tra queste due nazioni hanno un enorme potenziale benefico, in particolare sulle risorse naturali. In fatto di petrolio e gas russi permangono forti interessi da parte del Dragone sia in termini di domanda energetica che di negoziazioni.
Gli interessi tra la Federazione Russa e la Cina sono sempre più affini.
È ormai chiaro che le opportunità di cooperazione tra queste due nazioni hanno un enorme potenziale benefico, in particolare sulle risorse naturali. In fatto di petrolio e gas russi permangono forti interessi da parte del Dragone sia in termini di domanda energetica che di negoziazioni.
Non più tardi di due settimane fa, Putin ha infatti affermato che la Russia e la Cina raggiungeranno degli accordi sul problema della fornitura di petrolio e di gas, e che promuoveranno l'interscambio bilaterale a 100 miliardi di USD.
Nel settembre 2012, le relazioni russo-cinesi hanno raccolto il massimo dalla cooperazione. Vladimir Putin, durante l’incontro svoltosi a Vladivostok ai margini del summit APEC con il presidente della Repubblica Popolare Cinese Hu Jintao, ha dichiarato: "Sentiamo il desiderio di tutta la direzione della Cina e del popolo cinese di sviluppare la cooperazione con il nostro paese", aveva detto il presidente della Russia
Oggi la crescita dell'interscambio bilaterale è dovuta anche all'entrata delle merci cinesi nel mercato russo, in particolare di una grande quantità di prodotti di prima necessità; la parte russa non stabilirà alcuna barriera nei confronti delle merci cinesi, perché la Russia è ormai membro del WTO.
Sono molti i progetti in ballo tra Estremo Oriente e Cina come per esempio l'estensione della rete ferroviaria Russia-Cina.
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martedì 20 novembre 2012
martedì 27 marzo 2012
Obama invita Russia e Cina a ridurre le armi nucleari
In occasione del vertice sulla Sicurezza nucleare di Seul, il presidente Usa, Barack Obama, ha invitato Russia e Cina a ridurre il proprio arsenale atomico.
A un anno dal disastro di Fukushima, i 53 leader mondiali si sono riuniti a Seul per il più grande incontro mondiale dedicato alla denuclearizzazione internazionale, allo scopo di trovare soluzioni atte a garantire la sicurezza dei materiali fissili e delle installazioni nucleari in tutto il mondo. Al vertice sulla Sicurezza nucleare hanno preso parte anche i capi delle maggiori organizzazioni internazionali, Onu, Unione Europea e Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.
Durante il discorso tenuto in occasione del vertice, il presidente Usa, Barack Obama, ha proposto a Mosca di effettuare nuovi tagli al proprio arsenale atomico: riduzioni che comprendano anche le armi tattiche e le testate nucleari di riserva.
Il premier italiano, Mario Monti, dopo aver ringraziato il leader sudcoreano Lee Myung-bak, “per la sua leadership in un settore chiave per la nostra sicurezza” e Obama “per avere promosso i Vertici sulla Sicurezza Nucleare”, ha dichiarato: “L'Italia è fra i paesi che auspicano il rafforzamento del regime internazionale di sicurezza nucleare e sostiene l'introduzione di verifiche internazionali obbligatorie […]. Occorrerà continuare a lavorare perché la sovranità nazionale non costituisca un ostacolo all'adozione di regole comuni e standard internazionali più stringenti”.
In merito alla minaccia rappresentata dalle ambizioni nucleari del governo di Pyongyang, deciso a dare il via a test missilistici di lungo raggio, Obama e il collega cinese Hu Jintao hanno concordato sulla necessità di “uno stretto coordinamento” nel rispondere alla “provocazione potenziale” della Corea del Nord. La Cina sembra essere l’unico paese in grado di esercitare influenza sul regime di Pyongyang: “È necessario che la Cina mantenga la sua posizione di collaborazione con la nostra posizione, così come ha indicato, e che trasmetta la sua preoccupazione al governo nordcoreano”, ha affermato, a tal riguardo, il capo della Casa Bianca.
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