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lunedì 28 novembre 2011

Costa Crociere in Cina con una WFOE

Costa Crociere S.p.A. sarà la prima compagnia di crociera a costituire una WFOE in Cina, un traguardo ottenuto grazie al sostegno delle autorità locali.

Costa Crociere S.p.A. è uno dei migliori esempi di successo attuali in Cina ottenuto grazie alla cooperazione con le autorità locali, oltre che rappresentare un segnale positivo per il turismo crocieristico dell’area. La società, infatti, sarà la prima compagnia di crociere a costituire una WFOE (wholly foreign owned enterprise) in Cina, che avrà sede a Shanghai.
Il traguardo raggiunto è stato possibile grazie ad un percorso nel Paese asiatico cominciato nel 2006, quando Costa Crociere, anche in quel caso, fu la prima azienda internazionale del settore ad entrare nel mercato cinese e iniziò a sostenere lo sviluppo dell’industria crocieristica in qualità di first mover nel Dragone. In questi anni il marchio si è promosso ed ha ottenuto fiducia e credibilità, diventando tra i più popolari nel campo del turismo: i passeggeri cinesi che hanno viaggiato sulle navi italiane fino ad oggi sono stati 170.000. Il merito dei successi della società va dato agli investimenti in innovazione, relativamente ai servizi e agli itinerari offerti, e alla cooperazione con il Ministero dei Trasporti e la Municipalità di Shanghai; difatti una spinta decisiva è stata l’estensione alle compagnie di crociera della legislazione relativa alle WFOE nel settore dello shipping.
Con la costituzione della WFOE, Costa Crociere offrirà servizi finanziari e commerciali alle agenzie di viaggi cinesi, tra cui attività di marketing, emissione di biglietti e incassi in valuta locale, e punterà ad aumentare la domanda di mercato. Ci sarà, quindi, più spazio per la promozione dei viaggi in crociera, grazie anche alla nuova nave che verrà posizionata in Cina già nel 2012, Costa Victoria.

venerdì 11 novembre 2011

Aprire una società commerciale in Cina

Con i costi elevati per l’apertura di un RO in Cina, sempre più investitori prediligono la società commerciale. Ecco alcuni dettagli per la costituzione di una FICE. 

Dopo che negli ultimi anni il governo cinese ha introdotto diverse limitazioni ai RO delle imprese straniere, una valida alternativa per gli investitori è quella della FICE (Foreign Invested Commercial Enterprise), forma societaria che permette di: importare ed esportare, vendere al dettaglio e all’ingrosso, avviare un franchising, svolgere attività di controllo, post vendita e altri servizi sul suolo cinese. Inoltre, la FICE è un’organizzazione economica, grazie ai vantaggi fiscali di cui gode. Ha a disposizione due forme: la WFOE, società a totale partecipazione straniera, o la joint venture con un socio cinese.
La legislazione di riferimento è quella stabilita dalle Disposizioni Amministrative sugli Investimenti Esteri nel Settore Commerciale entrate in vigore nel 2004. Per poter avviare una società commerciale è necessario disporre di una buona base economica, avere una capacità operativa commerciale avanzata e una estesa rete di vendita internazionale. Per quanto riguarda il capitale minimo, i requisiti variano a seconda del settore industriale e su base regionale.
Il processo di costituzione di una FICE si sviluppa in tre fasi: pre-registrazione, registrazione e post-registrazione. Nella prima fase l’imprenditore straniero dovrà rivolgersi alla State Adminsitration for Ibndustry and commerce (SAIC), che verificherà l’accettabilità del nome societario. Ciò che è vincolante in questo caso è il nome cinese e non la sua traduzione, Nella seconda fase l’investitore dovrà fornire la licenza commerciale (o certificato di costituzione), il conto bancario e prove di affidabilità creditizia. Il certificato di approvazione verrà rilasciato dall’ufficio locale del Ministero del Commercio, dopodiché saranno necessari 30 giorni per la registrazione presso la Adminsitration of Industry and Commerce. In seguito alla registrazione e all’ottenimento della licenza commerciale, l’investitore dovrà effettuare altri registrazioni.

lunedì 23 agosto 2010

E se poi te ne penti?

Shanghai, 23 Agosto h.09.50
Dice Confucio :"Non importa quanto vai piano, l'importante è che non ti fermi".
Registrare una WFOE (Wholly  Foreign Owned Enterprise) in Cina non è semplice, ma oggi come oggi è la strada che molte aziende scelgono per evitare di finire ostaggio dei partner cinesi nelle JV, tra i tanti motivi. Con i contatti giusti, tuttavia, non è più nemmeno complicato come in passato e ce la si può cavare anche in un paio di mesi con tanto di licenze per l'import, laddove necessarie. I requisiti di capitale variano incredibilmente da zona a zona, da industria a industria e in base alla scala delle operazioni, dunque non mi è possibile essere precisa in merito.
Ma cosa succede se le cose non vanno come dovrebbero? La chiusura di una WFOE è un processo faticoso che può richiedere dai 9 ai 12 mesi e raggiunge costi proibitivi in prevalenza dovuti alle tasse amministrative (nell'ordine di 20,000 RMB in tasse su 55,000 di operazione).
E' sconsigliabile tuttavia partire cauti con una WFOE di dimensioni minori per esplorare il mercato, in questo caso la regola cinese per cui "yi bu, yi bu" (passo, passo) non vale, dato che un upgrading spesso non si discosta da quanto l'apertura di una nuova entità richiederebbe in termini di tempo e costi.
Come venirne a una dunque? Esistono aziende che stanno promuovendo un nuovo servizio per chi arriva in Cina, ma non ha ancora idee chiare sul volume del proprio business futuro e si trova incerto sulle decisioni strategiche da prendere. Viene data l'opportunità di operare per un periodo tramite le loro strutture così da potersi concentrare esclusivamente sullo sviluppo e consolidamento delle operazioni senza preoccuparsi della fase di set up che, se non viene adeguatamente pianificata, può risultare in un vincolo da cui è difficile liberarsi in seguito.

A cura di Marta Caccamo