Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina
Visualizzazione post con etichetta credito privato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta credito privato. Mostra tutti i post

martedì 18 ottobre 2011

Nel terzo trimestre l’economia cinese cala

Secondo i dati relativi al terzo trimestre 2011, la Cina registra una crescita del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2010, contro il 9,3% previsto.

Nel periodo luglio-settembre 2011 la Cina ha registrato il peggior risultato economico dal 2009. Il trimestre in analisi, infatti, ha visto una crescita pari al 9,1% rispetto allo stesso trimestre del 2010; il ritmo appare rallentato rispetto a quanto previsto dalle stime ufficiali che prevedevano invece un aumento del 9,3%.
Con la pubblicazione di questi dati si sono già verificate le prime conseguenze: le borse di Shanghai e l’MSCI Asia Pacific Index hanno subito perdite tra l’1,2% e il 2%. Le piazze finanziare sono già sotto pressione da tempo a causa dell’incertezza sulla politica monetaria cinese e delle tensioni economiche. L’inflazione continua a salire provocando enormi rincari sul costo della vita, che in settembre ha avuto un picco del 6%. Il fenomeno inflattivo, poi, trascina con sé altri problemi, come la crisi del credito, particolarmente diffusa tra le Pmi di Wenzhou, dove gli imprenditori si sono affidati al “grey landing” per ottenere finanziamenti facili. Ulteriori rischi che corre il Dragone al momento sono il calo delle esportazioni e il rallentamento del settore immobiliare, in cui i prezzi delle proprietà cinesi hanno visto un nuovo aumento del 32% medio in settembre.

venerdì 7 ottobre 2011

Aumenta il credito privato cinese

Fuori controllo, ormai, il fenomeno del credito privato in Cina e scatta l’allarme dell’authority.

La Cina è preoccupata per l’aumento insostenibile del fenomeno di credito privato; il Paese asiatico, infatti, registra il tasso più elevato di criminalità finanziaria del mondo. Da sempre, si può dire, il Dragone tollera questa forma di finanziamento informale che vede società, aziende, botteghe, consorzi di amici, famiglie e privati prestare danaro proprio o girare a terzi i soldi ricevuti in prestito dalle banche. Questa forma di credito è illegale, soprattutto perché viene erogato a tassi di interesse molto alti, a volte agli stessi livelli dell’usura.
Tuttavia, grazie a questo canale di finanziamento molte piccole e medio imprese sono riuscite a crescere contribuendo al boom economico cinese, motivo per cui il Governo non ha mai varato misure per contrastare la pratica. Ora però il fenomeno rischia di andare fuori controllo: i creditori privati nel Paese sono già centinaia e aumentano esponenzialmente a causa della stretta monetaria varata un anno fa dalla People’s Bank of China che impedisce a molti piccoli imprenditori l’accesso al credito pubblico. Il governo centrale, infatti, ha frenato i prestiti e bloccato la liquidità per ridurre l’inflazione. L’allarme proviene dalla China Banking Regulatory Commission, secondo cui i finanziamenti privati definiti “Grey lending” erogati nelle zone costiere ammonterebbero a circa 3 mila yuan (350 miliardi di euro), 64 aziende non operanti nel settore finanziario ma quotate in borsa avrebbero 17 miliardi di yuan (2 miliardi di euro) provenienti dal credito informale.
Parallelamente, se il grey lending continua a crescere, diminuiscono invece i prestiti concessi dalle banche cinesi: nella prima metà di settembre i prestiti erogati dai quattro principali istituti cinesi hanno registrato un calo di 87 miliardi di yuan.
Solo recentemente il premier cinese Wen Jiabao si è espresso in merito, esortando il governo a fornire un maggiore supporto finanziario alle piccole imprese, sostenendo che esse svolgono «un ruolo insostituibile nella creazione di posti di lavoro e per la crescita economica».