Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina
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lunedì 25 giugno 2012

Per Cina e Brasile è tempo di swap

Importante accordo tra il Brasile e la Cina.

Il Brasile e la Cina hanno recentemente firmato un accordo per uno swap delle valute nazionali dell'importo di 60 miliardi di reais, ossia 190 miliardi di yuan (circa 23 miliardi di euro).
Guido Mantega, ministro delle Finanze brasiliano, ha spiegato che: ”Uno swap non rappresenta altro che dei crediti reciproci in moneta locale». Questo accordo ha però un valore molto più profondo.
Fino ad oggi il dollaro regolava i commerci tra i due Paesi. Lo scetticismo nei confronti di questa moneta, unito ad una voglia di autonomia, ha portato piano piano verso un allontanamento dalla moneta statunitense. Lo swap consentirà, di fatto, di potersi staccare da questa dipendenza, e per i cinesi costituirà un passo avanti molto importante. Lo sfondo dell'accordo è il ruolo della Cina come primo partner commerciale del Brasile, con una bilancia bilaterale a favore del Paese sudamericano.
Dal punto di vista della Cina, l'intesa è un altro passo sulla via dell'uso globale del renminbi e a Pechino prevedono di stringere accordi dello stesso tipo anche con Russia, India e Sudafrica.

venerdì 2 settembre 2011

La Cina potrebbe aumentare l’import di zucchero

La siccità che ha colpito la provincia dello Guangxi sta riducendo le scorte di zucchero cinesi e il prossimo anno Pechino potrebbe aumentare l’import.

I prezzi dello zucchero a livello internazionale, arrivati a 31 centesimi per libbra a New York, rimangono alti, nonostante si preveda per la prossima stagione un surplus dell’alimento.
La situazione peggiore, comunque, si registra in Cina, dove la forte siccità ha colpito la provincia dello Guangxi, regione che produce il 60% dello zucchero del Dragone. Le condizioni climatiche avverse, quindi, hanno provocato impennate dei prezzi e costretto il governo di Pechino a vendere le scorte, riducendole a circa mezzo milione di tonnellate contro i tre milioni usuali. A contribuire alla difficile situazione è anche la carenza produttiva del Brasile, che oltre ad essere primo esportatore mondiale, è anche uni dei principali partner della Repubblica Popolare.
Attualmente, la quota di importazione dello zucchero cinese è già esaurita per quest’anno, proprio ora che da agosto a novembre si registra un picco della domanda. Per gli analisti ciò significa che la Cina potrebbe importare un ulteriore milione di tonnellate entro la fine dell’anno, oltre alle 2,325 milioni di tonnellate di zucchero grezzo, di cui tre quarti dal Brasile, previste negli accordi già presi. Se, comunque, questo non dovesse accadere, gli acquisti all’estero si rinnoveranno quasi certamente nel 2012, con un aumento dell’import che arriverà così a 2,45 milioni di tonnellate.

venerdì 22 aprile 2011

Partnership tra emergenti: Brasile e Cina

Brasile e Cina hanno rafforzato la collaborazione politica e gli scambi commerciali. I rapporti tra i due giganti emergenti, intensificatisi a partire dal 2009, hanno ricevuto una spinta in seguito all’incontro ufficiale nella Grande Sala del Popolo di Pechino, tra il presidente cinese Hu Jintao e la presidente Rousseff, per la prima volta in visita in Cina.

In tale occasione i due capi di stato hanno firmato otto accordi di cooperazione che coinvolgono diversi settori quali la difesa, la tecnologia e lo sport, annunciando, inoltre, la firma di 13 accordi economici che comprendono, tra gli altri, l’acquisto da parte cinese di trentacinque velivoli commerciali della Embraer, per il valore totale di 1,4 miliardi di dollari. La presidente Rousseff ha auspicato che i rapporti tra i due Paesi facciano un salto di qualità anche se ha evitato il tema scottante delle valute. Non mancano i malcontenti per questa partnership, in particolare da parte delle aziende manifatturiere brasiliane che vedono nella svalutazione dello yuan, un fattore di minaccia alla loro competitività.
La Cina è diventata il principale partner commerciale del Brasile e gli scambi commerciali, nel 2010, hanno raggiunto il valore di 56 miliardi di dollari. I prodotti oggetto delle esportazioni sono i semi di soia e il minerale di ferro ma si prevede che aumenterà anche la domanda di mais e agrumi freschi. Il Ministro dell’Agricoltura Brasiliano, Wagner Rossi, ha inoltre dichiarato che la Cina ha aperto il proprio mercato alle importazioni di carne proveniente dal Brasile: sono infatti stati stipulati accordi di fornitura con 50 aziende di allevamento e trasformazione di carne di pollo brasiliane e cinque aziende esportatrici di carne bovina oltre a tre aziende già operanti nel gigante asiatico. "La decisione è stata approvata a livello tecnico e sarà formalmente annunciata nelle prossime settimane", ha anticipato il ministro Rossi. La Cina, che rappresenta il maggiore produttore e consumatore mondiale di carne di maiale, ha anche autorizzato, per la prima volta, le importazioni di carne di suino dal Brasile. Secondo dati ufficiali,  il Brasile ha esportato carne per un valore di 11,3 miliardi di dollari nel 2010. "Il Brasile è il principale produttore mondiale di carni bovine e il secondo di pollo; abbiamo alcuni dei più grandi esportatori di carne del mondo, JBS e Marfrig Brasil Foods", ha detto il ministro Rossi.
Dall’altro lato, la Cina, che è il maggiore investitore in Brasile, si è dimostrata molto interessata a investire nelle opere di miglioramento e risanamento infrastrutturale, nel settore dei trasporti e delle comunicazioni brasiliane. "La partnership strategica tra Cina e Brasile è diventato un esempio per la cooperazione tra paesi emergenti", ha dichiarato il presidente cinese Hu Jintao.

martedì 18 maggio 2010

I nuovi accordi della Cina con Nigeria e Brasile per il rifornimento di petrolio

Nonostante la Cina sia il primo investitore al mondo di energia rinnovabile, rimane un paese fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e gas. Tra i recenti accordi internazionali vi è un patto da 23 miliardi di dollari siglato con la Nigeria, paese tra i leader per la produzione e la raffinazione di petrolio, per la costruzione di tre raffinerie sul suolo africano che riforniranno la Cina.
Nell’aprile del 2009, invece, la Repubblica Popolare Cinese è diventata il più grande partner commerciale del Brasile. I due paesi hanno firmato, infatti, una serie di accordi in campo energetico. Il legame era già iniziato nel 2007 e 2008 quando, dopo che il Brasile scoprì un enorme giacimento di petrolio nella costa sud-orientale, la Cina si propose come finanziatore per l’estrazione del greggio. Tra le altre negoziazioni, la China Development Bank si impegnò nel prestito di 10 miliardi di dollari alla Petrobas, impresa petrolifera statale brasiliana, per l’esplorazione dell’area, e il gigante cinese Sinopec si accordò con la compagnia brasiliana per l’importazione dal paese sudamericano di 150.000-200.000 barili di petrolio al giorno. La Petrochina inoltre firmò un memorandum con Petrobas per l’importazione di 40.000 e 60.000 barili al giorno. Nell’aprile di quest’anno la Sinopec ha contribuito alla costruzione di un gasdotto in Brasile con un investimento pari a 1,3 miliardi di dollari, il più grande progetto cinese oltreoceano.
Nel prossimo futuro la Cina potrebbe inoltre importare quantità di etanolo dal Brasile, dal momento che la produzione locale è insufficiente e non eco-sostenibile. Per sopperire a questa necessità la Petrochina ha firmato un accordo di partenariato di sei mesi con Petrobas Biocombustivel e sta lavorando su altri progetti per l’importazione in Cina di etanolo.