Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina
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martedì 24 luglio 2012

Dati allarmanti per la corruzione in Cina

Un documento trapelato conferma la massiccia corruzione presente nel Paese. Nella provincia del Guangdong oltre 1.500 funzionari corrotti.

Spesso si è soliti pensare che la corruzione in Cina stia alla base della crescita economica del Partito Comunista. Allo stesso tempo però bisogna considerare che essa può rappresentare un fattore che può accelerarne la morte, dato che i cittadini ordinari diventano sempre più irritati da una élite che sembra funzionare sempre più come una cleptocrazia.
A partire dal 26 novembre 2011, Pechino ha identificato 225 funzionari corrotti, 58 dei quali appartenenti agli alti livelli, che hanno sottratto 2,5 miliardi di yuan (circa 320.000 euro). Il dato più allarmante proviene dalla provincia del Guangdong dove sono 1.640 i funzionari corrotti, 170 di loro tra i dirigenti di alto livello, che hanno sottratto denaro per un totale di 115 miliardi di yuan (circa 15 miliardi di euro).
Le cifre provengono da un registro, forse compilato da un centro di ricerca affiliato allo Stato e sono state rese note da The Epoch Times, un’azienda di informazione con sede a New York.
I dati ricevuti dalla rivista hanno indicato che oltre 7.101 funzionari corrotti sono fuggiti negli Stati Uniti, portando con loro 336 miliardi di yuan (circa 43 miliardi di euro). Gli USA rimangono ad oggi la destinazione preferita per i dirigenti cinesi in fuga, ma i Paesi con regolamentazione più morbida in materia di immigrazione (Cambogia, Thailandia e Birmania per esempio) sono popolari tra i burocrati di livello inferiore.

mercoledì 14 marzo 2012

Wen Jiabao: riforme “urgenti”

A conclusione dell'Anp, il premier Wen Jiabao ha evidenziato la necessità di “urgenti” riforme economiche e politiche per evitare una nuova Rivoluzione culturale.

Come lo scorso anno e l'anno precedente, sempre a conclusione dell'Assemblea nazionale del popolo (Anp), nel corso di quella che potrebbe essere stata la sua ultima conferenza stampa come premier, Wen Jiabao ha evidenziato l'importanza di procedere sulla via delle riforme politiche: “Dobbiamo spingere con le riforme strutturali economiche e politiche e in particolare con le riforme nel sistema della leadership nel Partito e nella nazione”. Inoltre, Wen si è mostrato preoccupato per l’eventualità che il Paese si trovi a dover affrontare una “tragedia storica come la Rivoluzione culturale”.
La “faccia buona del regime” ha ammesso l’esistenza di problemi quali il divario fra ricchi e poveri, la mancanza di credibilità del Partito, la corruzione dei suoi membri, la forte resistenza alla leadership del Partito nei villaggi dei contadini, dovuta agli espropri di terreni, di case, all’inquinamento industriale; tuttavia è rimasto vago sulle soluzioni e le tempistiche: sebbene abbia riconosciuto l’urgenza delle riforme, sostiene che queste ultime debbano anche essere “graduali”. Wen è stato generico anche sugli aspetti economici e sul valore dello yuan: da un lato egli ha promesso che Pechino spingerà ancora di più per sottomettere la valuta al mercato, dall’altro ha fatto notare che lo yuan ora “è forse vicino a un livello di equilibrio”.
Il premier, infine, ha affermato che il governo dovrebbe creare condizioni favorevoli affinché i cittadini possano criticarne l’operato e ha confessato di aver pensato a “incontri faccia a faccia” con rappresentanti della popolazione per discutere sulle questioni maggiormente rilevanti. Tuttavia, nei giorni precedenti e durante l'Anp, sono continuati gli arresti tra le centinaia di persone provenienti da tutto il Paese, recatesi a Pechino proprio per poter incontrare i leader politici e presentare petizioni.

venerdì 16 luglio 2010

Gli scandali alimentari in Cina vanno attribuiti ai “conflitti d’interessi” degli organi di controllo

Dopo la scoperta di 76 tonnellate di latte in polvere contenente melamina, sequestrato nel Gansu e nel Qinghai, Su Zhi, funzionario del ministero della Salute, ha dichiarato che “con il vasto territorio e la popolazione della Cina, è davvero difficile debellare tutte le minacce alla sicurezza alimentare e mettere sotto processo tutti gli imprenditori non scrupolosi”. Inoltre, in occasione di un Forum sulla sicurezza alimentare, Su ha anche affermato che per porre rimedio al problema è necessario aumentare la vigilanza contro ogni possibile forma di adulterazione degli alimenti.
Nel settembre 2008 nel Paese esplose lo scandalo del latte in polvere per neonati contenente melamina, sostanza utilizzata nel trattamento delle materie plastiche, ma velenosa per l’uomo: a causa dell’uso di questo latte ci furono almeno 6 decessi accertati e si ammalarono più 3.000 bambini, anche gravemente.
In quel periodo lo scandalo vide coinvolte 22 ditte casearie, tra le leader del settore, il cui latte era tra i più conosciuti e utilizzati in Cina. I prodotti caseari cinesi furono banditi dagli altri Stati e furono arrestate e condannate 21 persone, di cui due alla pena di morte.
Su non ha svelato se si tratta di una partita di latte adulterato di nuova produzione o se, invece, fa parte di quello sequestrato nel 2008 e che doveva essere distrutto. In quel periodo risultò persino che la notizia del latte alla melamina, pur essendo emersa da mesi, fosse stata taciuta per non compromettere lo svolgimento e gli esiti delle Olimpiadi di Pechino. Ora i media ufficiali celebrano il “nuovo” approccio delle autorità che hanno subito dato notizia del nuovo sequestro di latte. Anche se le informazioni diffuse sono davvero minime.
I vari scandali alimentari scoppiati in Cina sono sempre stati imputati anche a un sistema di controlli inadeguato: gli esperti osservano che troppo spesso le autorità locali operano in un contesto di “conflitto di interessi” con le grandi ditte della zona e che l’unico modo per garantire un’effettiva tutela ai cittadini è quello di rendere gli organi di controllo e il sistema giudiziario indipendenti dal Partito e dal governo locale.