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martedì 3 aprile 2012

Il report FLA e l’immagine di Apple

Tim Cook, l’ad di Apple, si trova in Cina per presidiare l’unico vero fronte “scoperto” dell’ impero di Apple: le fabbriche asiatiche in cui si assemblano gli iPhone, gli iPad e gli iPod venduti in tutto il mondo. 

In questi giorni, Tim Cook, nuovo ad di Apple, si trova in Cina. Il viaggio dell’erede di Steve Jobs segue la pubblicazione di venerdì scorso, da parte della Fair Labour Association (FLA), dei dati relativi alla prima indagine - commissionata dalla stessa Apple - sulle fabbriche Foxconn: il report della FLA ha confermato le “gravi e pressanti mancanze di conformità” circa le condizioni di lavoro degli operai cinesi, sia rispetto agli standard di condotta previsti dall’ente sia per quanto riguarda le leggi del Dragone.
Gli auditor della FLA hanno riscontrato più di 50 violazioni, molte delle quali inerenti a straordinari, salari e rischi per la salute. In particolare, risulta che nelle fabbriche in questione gli operai vengano sottoposti a turni di lavoro di oltre 60 ore settimanali, a fronte di compensi inadeguati, che non permettono nemmeno di soddisfare i bisogni primari.
Tuttavia, Apple non risulta indebolita da questo primo confronto con gli esperti della FLA in quanto, rispetto a quanto sosteneva il reportage shock del New York Times uscito qualche mese fa, fra le violazioni contestate non sono presenti casi di sfruttamento minorile, di mutilazioni o pratiche che prevedano l’esposizione degli operai all’inalazione di solventi tossici. Inoltre, al fine di risolvere il problema, ed evitare così che l’immagine della società ne venga compromessa, Apple ha manifestato l’intenzione di accettare i suggerimenti forniti dalla FLA: intende quindi investire una piccola fetta dei suoi massicci introiti, per non essere considerata alla stregua di quelle società che utilizzano le fabbriche cinesi come centri a basso costo per la costruzione dei propri gioielli digitali.

giovedì 16 febbraio 2012

La FLA ispeziona i fornitori della Mela

La Fair Labor Association (FLA) sta ispezionando le condizioni di lavoro e di vita nelle fabbriche dei principali fornitori di Apple presenti in Cina.

Secondo quanto emerso dal report preliminare realizzato da Auret van Heerden, presidente della Fair Labor Association (FLA) - l'organizzazione indipendente incaricata da Apple per esaminare le fabbriche di tutti i principali fornitori - gli stabilimenti Foxconn dedicati alla produzione di iPad presentano condizioni di lavoro decisamente migliori rispetto ad altri settori.
Nel lavoro della FLA intervengono diverse organizzazioni non governative e sono oltre 200 le università che fanno parte del consiglio: si tratta di un’organizzazione nata per mitigare e risolvere condizioni di lavoro non idonee, che opera attraverso un organigramma e un’organizzazione studiati per offrire completa autonomia. Gli ispettori della FLA, oltre all'esame degli stabilimenti, intervisteranno circa 35mila operai con domande riguardanti il proprio contratto di lavoro, la procedura di assunzione, le condizioni di lavoro, eventuali ritorsioni in seguito a lamentele e molto altro ancora; il sistema FLA è molto rigido, prevede infatti visite senza preavviso, accesso completo e report pubblici: il fatto che Apple abbia aderito alla FLA, nonostante esistano altre opzioni, dimostra che la società è seriamente intenzionata a migliorare il proprio sistema.
Relativamente ai casi di suicidio verificatesi nel corso del 2011 nelle città-fabbrica di Foxconn, il presidente della FLA ha affermato che le motivazioni probabilmente non riguardavano l'intensità o le condizioni dell’attività lavorativa, bensì il cambiamento dello stile di vita dei lavoratori: “Ci sono molti giovani, provenienti dalle zone rurali, lontani dalle famiglie per la prima volta. Sono trasferiti da un'area rurale a uno stile di vita industriale, spesso molto intenso, è questo è uno shock per questi giovani lavoratori”.