Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina
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mercoledì 25 gennaio 2012

La raccolta rifiuti

Dal Politecnico di Milano un progetto per la costruzione di cassonetti intelligenti per la raccolta rifiuti.

Nel corso del 2011 il Beijing Environmental Sanitation Engineering Research Institute ha deciso di portare avanti il Progetto Greenwaste in una zona centrale di Pechino, dove, nel corso della prima fase sono stati posizionati 150 cassonetti costruiti dall’impresa cinese AOTO. Il progetto ideato dal Politecnico di Milano ed in particolare dal Laboratorio di Robotica, Dipartimento di Meccanica, riguarda la costruzione di cassonetti intelligenti per la raccolta dei rifiuti urbani: l’installazione di un’apparecchiatura elettronica all’interno dei contenitori per la raccolta dei rifiuti permette infatti alle società attive nel settore di gestire i dati relativi al peso e al volume dei rifiuti, e quindi di analizzare, monitorare e programmare i processi di raccolta nelle aree urbane.
Iniziato grazie ad un finanziamento da parte del Ministero dell’Ambiente nel 2004, il Progetto Greenwaste è stato sviluppato in collaborazione con la Shanghai JiaoTong University e l'impresa italiana D'Apollonia.
Stando ai controlli effettuati nelle prime settimane, il progetto ha ottenuto risultati molto positivi, sottolineandone la validità.

venerdì 16 dicembre 2011

Inaugurato il quinto volo settimanale Roma-Pechino

Visto il successo dei collegamenti diretti tra Roma e Pechino nei primi sei mesi, Alitalia ha inaugurato il quinto volo settimanale tra i due Paesi.

Nonostante il rallentamento economico della Cina, il Paese asiatico rappresenta ancora un insieme di opportunità imperdibili per le nostre imprese. Per sostenere e incentivare i rapporti commerciali, ma non solo, tra Italia e Dragone, Alitalia prosegue nel rafforzamento dei collegamenti diretti tra i due Paesi. I primi sei mesi di voli tra Roma e Pechino hanno avuto un ottimo riscontro, tanto che dal 1 ottobre scorso è partito anche il quinto volo settimanale che collega le due città.
L’inaugurazione del passaggio per la Cina è stata fatta la scorsa settimana presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino, alla presenza di partner commerciali di Alitalia e di alcuni rappresentanti della comunità italiana di Pechino. I collegamenti arrivano in un momento in cui il numero di visti concessi a cittadini cinesi per l’Italia è aumentato fortemente e sempre più turisti, studenti e imprenditori cinesi sfruttano i voli diretti per l’Italia.
Per la compagnia di bandiera italiana si tratta di un passo importante, che le permetterà di riconquistare i clienti e il mercato. L’obiettivo futuro di Alitalia è quello di poter garantire collegamenti giornalieri tra Pechino e Roma e inaugurare voli anche con altre città del Dragone.

venerdì 23 settembre 2011

Si riscalda ancora il real estate in Cina

Nonostante le misure intraprese dal governo, aumentano ancora i prezzi degli alloggi nelle città cinesi di secondo e terzo livello.

L’estate cinese ha visto nuovamente un’impennata dei prezzi degli immobili, segno che la crisi che attraversa il settore non è ancora giunta al termine. Nel primo semestre 2011 i prezzi delle case sono aumentati in 67 città sulle 70 monitorate; a luglio il fenomeno ha riguardato ben 68 centri, mentre ad agosto per la prima volta tutte le 70 città controllate hanno subito il rialzo dei prezzi. In particolare, A Pechino l’aumento è stato pari all’1,9% rispetto all’anno scorso, mentre a Shanghai del 2,8%.
Nonostante le misure attuate dal governo per riequilibrare il mercato immobiliare con l’aumento degli acconti e dei tassi ipotecari, quindi, il real estate cinese non sembra raffreddarsi. La Repubblica Popolare ha già disposto nelle zone metropolitane, tra cui Pechino e Shanghai, la limitazione per l’acquisto della casa a una sola famiglia, ma deve trovare nuove soluzioni soprattutto nelle città meno abbienti. Inoltre, il governo centrale deve scontrarsi con le autorità locali che non sempre applicano le restrizioni aggiuntive sugli acquisti degli alloggi, in quanto necessitano di liquidi per saldare i debiti; il reddito di molte città occidentali e centrali, infatti, deriva in buona parte dalla vendita dei terreni.

venerdì 22 luglio 2011

Frattini in Cina: nuovi accordi tra Italia e Dragone

Terminata la missione di quattro giorni di Frattini nella Repubblica Popolare: si rafforza la diplomazia e la collaborazione economica tra i due Paesi .

Si è conclusa ieri, giovedì 21 luglio, la missione in Cina del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini; Pechino, Shanghai e Canton sono state le tappe della visita diplomatica.
A Pechino, Frattini ha incontrato il direttore del Fondo sovrano cinese Cic (China Investment Corporation), Gao Xiqing, con il quale ha discusso di potenziali investimenti esteri e cinesi in Italia, in particolare per tre settori chiave: restauro di edifici pubblici di interesse storico, la piattaforma logistica in Alto Adriatico e alta velocità.
Dopo Pechino è stata la volta di Shanghai, dove il ministro italiano ha presentato il nuovo padiglione italiano post-expo che da marzo 2012 costituirà la vetrina permanente dell’Italia nella metropoli.
Molto proficua è stata la visita a Canton, nella Provincia del Guangdong, area ad alto sviluppo industriale tra le più redditizie della Repubblica Popolare. Qui è stata firmata con il segretario del Partito comunista locale, Wang Yang, una lettera d’intenti per una partnership tra Italia e Cina che coinvolgerà studenti e giovani manager per uno scambio formativo e professionale. Il nostro Paese, inoltre, ha proposto la decisione di esentare i visti per i passaporti diplomatici; non è escluso che tale iniziativa venga in futuro estesa anche ai passaporti di servizio per studenti, turisti e imprenditori al fine di favorirne la circolazione. La collaborazione economica nel Guangdong è una scelta strategica dettata dal fatto che l’area, oltre a essere tra le più produttive, è anche quella più aperta a riforme e dallo spirito internazionale.
Con questa missione l’Italia ha confermato l’importanza strategica della Cina nel mondo del business, evidenziando come questo sia un momento positivo per gli accordi bilaterali tra i due Paesi.

venerdì 17 giugno 2011

Ferrovia da record tra Pechino e Shanghai

Inaugurata un anno prima del previsto la linea ferroviaria ad alta velocità tra Shanghai e Pechino: il collegamento rappresenterà una migliore alternativa all’aereo e servirà a incrementare il business di molti altri settori.

Nonostante i vari scandali che ne hanno accompagnato la realizzazione, la linea ferroviaria ad alta velocità che collega Pechino e Shanghai entrerà in funzione il prossimo primo luglio, un anno prima del previsto. Il tragitto sarà percorso da due treni diversi: uno a 300 km/h, che lo coprirà in cinque ore, e l’altro a 250 km/h, che ne impiegherà otto. Il traffico stimato è di circa 80 milioni di passeggeri l’anno e il costo del biglietto sarà molto competitivo. Infatti, tra gli obiettivi del nuovo treno c’è anche quello di offrire una valida alternativa al trasporto aereo, che non riesce a garantire un servizio efficiente per la tratta Pechino-Shanghai.
Con questa nuova linea, la Cina oggi detiene la Tav più luna al mondo, con i suoi 8.400 km di binari; grazie ai numerosi investimenti nel settore, nel 2012 i chilometri potrebbero diventare 13.000 e nel 2020 addirittura 30.000. Molti saranno gli ulteriori vantaggi di cui la Cina beneficerà con l’alta velocità, in primis la creazione di un collegamento tra zona costiera e zone interne più povere. Inoltre, la facilità e la velocità di trasporto all’interno del Paese contribuirà a espandere l’urbanizzazione: sono già in progetto, infatti, quattro nuove città e l’espansione di due metropoli. Infine, secondo uno studio di Morgan Stanley, ne risentiranno positivamente anche molti altri settori economici del Dragone, come il comparto alberghiero, la ristorazione, il turismo, l’automotive, i beni di consumo, la grande distribuzione e l’immobiliare. Proprio quest’ultimo potrebbe, così, risollevarsi dalla dura crisi che l’ha colpito nell’ultimo anno, a causa della bolla speculativa. In questi giorni, il real estate è stato ulteriromente penalizzato dalla diminuzione dell’Outlook da parte dell’agenzia di rating internazionale Standard & Poor, che l’ha portato da “stabile” a “negativo”. Le motivazioni di questa decisione sono da ricercare nell’incremento dei rischi del settore e nel forte indebitamento die costruttori.
L’alta velocità, comunque, cambierà anche gli assetti geopolitici e i collegamenti internazionali: i progetti della Repubblica Popolare comprendono anche linee di lunga percorrenza che andranno dalla Cina verso tre direzioni principali: il Sudest Asiatico, l’Asia Centrale e la Russia europea, toccando una ventina di Paesi stranieri.

mercoledì 23 marzo 2011

La Cina cresce anche nel settore moda

Il Paese asiatico inizia ad emergere sul piano internazionale anche nel comparto della moda, per il quale rappresenta un grande bacino di consumatori ma anche di stilisti emergenti di talento e senso estetico.

Sempre più stilisti italiani vedono emergere grandi potenzialità nel mercato cinese della moda, un settore che si rivela interessante non solo per l’export di capi Made in Italy, molto richiesti grazie all’aumento della classe media, ma anche per l’individuazione di nuovi stilisti cinesi. Sembra, infatti, che negli ultimi anni molti nuovi creativi del fashion provengano dalla Repubblica Popolare e che ciò decreti una nuova immagine della Cina in questo ambito: non più bassa qualità ma grande senso dell’estetica.
Ad aver individuato questo lato del Dragone sono grandi nomi della moda italiana: Elio Fiorucci, che scommette sul talento dei giovani cinesi, ma anche Prada e Dolce e Gabbana. Prada, ad esempio, ha investito nel gennaio scorso in une enorme evento al Central Academy of Fine Arts Museum di Pechino, dove ha organizzato una sfilata di modelli esclusivi a cui hanno partecipato molti vip asiatici. Tale manifestazione dimostra il crescente interesse per un mercato che finora è stato sfruttato scarsamente.
Si aggiungono ora Dolce e Gabbana, i quali hanno annunciato nei giorni scorsi il nuovo piano commerciale del loro marchio: sono in programma 15 nuovi punti vendita nelle grandi città della Cina, che si andranno ad aggiungere ai 26 già operativi. L’abbigliamento di alta moda proveniente dall’Italia continua a riscuotere un grande successo e rappresenta uno status symbol per i nuovi ricchi del Paese. Infatti, l’area dell’Asia e della Cina rappresenta il 16% delle vendite del Gruppo D&G; inoltre, la presenza del marchio verrà presto rafforzata da una linea di cosmetici per il mercato in collaborazione con la Procter & Gamble.
Il duo D&G ha partecipato anche ad un incontro con i giovani stilisti emergenti cinesi, ancora una volta presso il Central Academy of Fine Arts di Pechino: qui hanno spiegato i segreti del loro successo, dimostrando un forte interesse per i talenti locali. Peraltro, nella loro boutique milanese Spiga2, dedicata alle collezioni di stilisti emergenti, si trova la linea di Lu Kun, ormai affermato fashion designer di Shanghai, premiato come miglior stilista del 2004 dalla Shanghai Fashion Federation e già approdato sulle passerelle internazionali.

venerdì 18 febbraio 2011

Trasporto aereo: nuovi collegamenti tra Italia e Cina

Sarà la Cina il Paese dove il trasporto aereo crescerà maggiormente nei prossimi anni, motivo per cui aggiudicarsi le rotte tra l’Italia e il Dragone sta diventando una strategia vincente per le compagnie e uno spunto per lo sviluppo del turismo.

Secondo le previsioni della IATA (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo), il settore del trasporto aereo vedrà una forte crescita nei prossimi anni, determinata dall’aumento di circa 800 milioni di passeggeri a livello mondiale, di cui 214 milioni solo in Cina. Nella Repubblica Popolare, infatti, i voli verso le principali metropoli hanno visto un incremento del traffico pari al 15% circa, sia per le rotte nazionali che intercontinentali. Per queste ragioni, aggiudicarsi i collegamenti diretti con il Paese asiatico diventa ora una priorità da non perdere.
Alitalia, proprio in questi giorni, ha annunciato l’avvio di due voli diretti che collegheranno Roma con Pechino e con Shanghai a partire dalla prossima estate. La novità è frutto di un accordo di partnership in codesharing tra la compagnia di bandiera italiana e China Eastern, una delle compagnie asiatiche più importanti. I voli avranno una frequenza di quattro volte a settimana e opereranno con Airbus A430 per la rotta Roma-Shanghai e con Airbus A330 per quella Roma-Pechino, entrambi con tre classi di viaggio.
Con tale iniziativa, Alitalia espanderà la propria presenza nell’Estremo Oriente, in cui è già attiva per i voli da e per il Giappone, mentre China Eastern inaugurerà i propri collegamenti con l’Italia. L’accordo, tra l’altro, prevede la possibilità di estendere il codesharing ad altre destinazioni italiane e cinesi e l’eventuale sviluppo di nuove forme di collaborazione nei settori dell’handling, della manutenzione, del cargo e dei servizi di fidelizzazione della clientela.
L’interesse per i collegamenti aerei tra Cina e Italia trova conferma, inoltre, anche in un’altra compagnia, la Cathay Pacific, che la scorsa settimana aveva annunciato l’inaugurazione di voli giornalieri tra Milano e Hong Kong. La corsa alle rotte tra i due Paesi sembra cominciata e probabilmente si estenderà ad altre compagnie italiane e straniere interessate ad investire in questa direzione. Inoltre, lo sviluppo del trasporto aereo avrà importanti ripercussioni anche sul flusso turistico tra le due mete.

giovedì 30 dicembre 2010

Novità in azienda: salario minimo aumentato e niente inglese

Le autorità cinesi stanno introducendo in questi giorni alcune novità che interessano da vicino le aziende straniere in loco: a Pechino il salario minimo aumneterà di oltre il 20% mentre verranno previste nuove sanzioni per chi userà la lingua inglese.

Per il 2011 la competitività in Cina si prevede piuttosto elevata, a causa di alcune misure intraprese dal governo centrale in questo periodo di fine anno.
La prima di queste è l’aumento del salario minimo, tendenza che ha caratterizzato il mondo lavorativo del Paese negli ultimi mesi. Dopo l’innalzamento di sei mesi fa, infatti, a Pechino dal primo gennaio prossimo il salario aumenterà del 21% (200 yuan) passando così a 1.160 yuan mensili (175 dollari) e la paga oraria dovrà superare i 6,7 yuan. Tale novità interesserà circa 3 milioni di lavoratori cinesi. Accanto a Pechino, altri sono i centri interessati da questo orientamento: sono stati annunciato aumenti nella Provincia del Guangdong e anche ad Hong Kong, dove dal primo maggio 2011 verrà introdotto il salario minimo a 28 dollari locali l’ora.
L’aumento salariale è stato deciso al fine di ridurre gli squilibri sociali della Cina, stimolare i consumi e rafforzare la domanda interna; l’effetto di ciò potrà comportare, inoltre, la crescita competitiva delle aree produttive ma anche l’intensificarsi delle spinte inflazionistiche.
Altra novità riguarda invece la visibilità delle aziende straniere nel Paese asiatico: una direttiva dell’Amministrazione generale della stampa vieta ora su giornali, riviste, libri e siti web cinesi l’utilizzo di parole inglesi. Ciò significa che anche alcuni marchi internazionali e acronimi saranno interessati dal divieto. Le aziende che non rispetteranno la normativa verranno sanzionate duramente anche se si potranno usare eccezionalmente alcune parole seguite da traduzione o da una spiegazione in cinese. La censura probabilmente creerà non pochi problemi logistici legati alla pubblicità e al brand, che dovranno essere aggirati con espedienti quali l’utilizzo di marchi specifici per il mercato cinese.

giovedì 22 aprile 2010

Al salone dell’auto di Pechino verranno presentati nuovi modelli di auto ad energia alternativa

Domani, 23 aprile, si aprirà l’undicesima fiera internazionale di Pechino dedicata alle auto. Saranno presenti alla manifestazione 2.100 espositori provenienti da 16 nazioni e verranno esposte 990 auto, 89 delle quali sono anteprime mondiali e 75 di industrie cinesi. Tra le case automobilistiche internazionali parteciperanno Volkswagen, BMW, Porshe, Ford, General Motors, Toyota e Ferrari. Tra i nuovi veicoli verranno presentate la Ferrari più veloce finora costruita e l’ultima Porshe Palmera. La vera novità di questo appuntamento internazionale è rappresentato dalla presenza di 95 modelli di auto ad energia alternativa, un numero relativamente grande e mai raggiunto nelle precedenti manifestazioni del settore. La nuova Prius sarà uno dei modelli ecologici di Toyota, mentre BMW esporrà l’ibrida Serie 7 e Audi l’ibrida A8.
Per la Cina l’evento è di particolare rilevanza perché segna definitivamente il sorpasso nei confronti degli Stati Uniti, confermandosi come il più grande mercato automobilistico mondiale. Il settore è sicuramente uno di quelli che hanno avuto la crescita più rapida nella Repubblica Popolare Cinese, se si pensa che 15 anni fa non esistevano auto private nel paese. Oggi le auto rappresentano ancora un lusso per la maggior parte della popolazione e le vendite di veicoli costosi sono tuttora modeste. Tuttavia, secondo la General Motors, il numero di famiglie cinesi che potrà permettersi un’auto nel 2015 salirà a 75 milioni.