Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina
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martedì 21 febbraio 2012

Walmart punta sull’e-commerce cinese

Walmart, il colosso della distribuzione, intende investire nell’e-commerce cinese.

L’e-commerce in Cina sta facendo passi da gigante: ogni anno sono almeno 30 milioni i cinesi che effettuano acquisti online per la prima volta, e si prevede che entro 3 anni la loro spesa pro capite toccherà i mille dollari, cifra che equivale al volume attuale degli acquisti via web registrato negli Stati Uniti.
Walmart, il colosso della distribuzione, ha appena raggiunto la quota di maggioranza del 51% in YiHaoDian, un negozio che vende articoli di elettronica e alimenti sul web e che consegna i prodotti acquistati entro la giornata o in 48 ore, a Pechino e anche in altre città cinesi.
Sono molte le società che hanno tratto grandi profitti grazie all’espansione dell’e-commerce in Cina: 360buy.com, che vende prevalentemente elettronica di consumo; Dangdang, che ha iniziato con la vendita di libri a domicilio per poi integrare con l’hardware elettronico, arrivando alla Borsa di New York; Vishop, anch’esso interessato a far parte dei listini finanziari; e Taobao, il gigante del commercio online simile a eBay, che alla fine dello scorso anno contava 370 milioni di utenze registrate.
Le imprese cinesi su internet si dimostrano all’avanguardia nell’impiego di strumenti atti a coinvolgere i clienti. Tra questi, sono un esempio i messaggi di “checkin”, che consentono agli iscritti dei social network di segnalare agli amici dove sono localizzati, chi si trova nelle vicinanze e accettare offerte promozionali.

giovedì 1 dicembre 2011

Cina, secondo mercato per Ferrari

Ferrari si rafforza nel periodo di crisi e aumenta le vendite all’estero, con la Cina come secondo mercato di riferimento.

Ferrari batte ogni record nei primi mesi del 2011: ricavi per 1.650 milioni, una crescita del 18,9% rispetto allo stesso periodo del 2010 e 5.165 vetture consegnate (con un trend del +12,35). Nonostante la crisi economica, quindi, il marchio di auto di lusso italiano ha conosciuto un’ascesa incredibile, grazie soprattutto all’aumento della domanda in molti Paesi esteri. Se gli USA si confermano il primo mercato di destinazione (compresi Canada e Sudamerica) con un +14,5% e 1.436 vetture consegnate, al secondo posto si trova, invece, la Cina (Taiwan e Hong Kong inclusi) con 542 auto vendute. I risultati sembrano confermare ancora una volta l’appetibilità del Dragone per quanto riguarda il settore luxury e in particolare i prodotti Made in Italy, fattore in continua ascesa nella Repubblica Popolare.
Ferrari è riuscita a conquistare i clienti di tutto il mondo grazie anche alla diversificazione delle sue attività: lo sfruttamento del canale web, tramite il negozio online e i social network, permette al marchio di avvicinarsi alle nuove generazioni e alle persone più esigenti. Meriti, comunque, vanno anche alla scelta di aumentare del 5% gli investimenti in ricerca e sviluppo e nei servizi ai dipendenti, elementi che rendono Ferrari un’azienda affidabile e in continuo rinnovamento.
Oltre al mercato cinese, inoltre, è in crescita anche il Medio Oriente, con un aumento degli acquisti di vetture del 23% rispetto allo scorso anno.

martedì 8 novembre 2011

Cresce il mercato del retail online in Cina

Negli ultimi anni, grazie all’ampia espansione della popolazione di utenti Internet, il canale di vendita retail online ha assunto in Cina una rilevanza sempre maggiore.

Nel 2010, il valore totale delle transazioni al dettaglio online in Cina ha rappresentato circa il 3% delle vendite retail del paese e ha raggiunto un ammontare complessivo di circa 51 miliardi di euro, segnando una crescita di oltre il 75% rispetto al 2009.
L’incremento del mercato del retail online si deve alla massiccia espansione della popolazione di utenti Internet che ha caratterizzato la Cina negli ultimi anni: nel 2005 se ne contavano circa 111 milioni, a fine 2010 erano 485 (circa il 36,2% della popolazione del Dragone).
Nonostante sussistano ancora restrizioni all’accesso relativamente a numerosissimi siti web stranieri, il governo locale sta investendo molto nello sviluppo del settore dell’information technology ed è quindi molto probabile che la comunità di utenti Internet incrementi ulteriormente nei prossimi anni.
Il fenomeno del retail online riguarda, in primo luogo, i giovani: la fascia di età inferiore ai 30 anni  rappresenta circa il 70% del totale degli utenti. Gli articoli maggiormente acquistati mediante la rete, relativamente al 2010, sono soprattutto capi di abbigliamento, calzature e accessori; tra le preferenze anche libri, brani musicali, film e video. Inoltre, si riscontra che la maggior parte dei consumatori online cinesi appartengono ad una classe sociale medio-bassa e sono, pertanto, più attenti ai prezzi e disposti a spendere del tempo nella ricerca delle migliori occasioni online.
Le uniche note dolenti sono rappresentate dall’avversione dei “potenziali utenti” inibiti dal rischio di incorrere in acquisti di articoli contraffatti e dalla reputazione delle piattaforme di e-commerce: la ricerca di presupposti di base quali affidabilità e credibilità hanno portato il mercato del retail online in Cina al monopolio da parte di operatori prettamente domestici. Tuttavia, il settore offre indubbiamente molte opportunità anche agli operatori emergenti, a patto che dispongano di modelli di business innovativi.
Il Ministero del Commercio cinese prevede che anche i dati relativi al 2011 saranno molto positivi per il settore del retail online: il valore complessivo delle transazioni dovrebbe ammontare a 85 miliardi di euro, oltre il 4,5% delle vendite al dettaglio totali.

lunedì 30 maggio 2011

Una Cina ipertecnologica

Dati da record in Cina per i servizi di telecomunicazione: nei primi mesi dell’anno decine di milioni di nuovi utenti sia delle linee telefoniche mobili che di internet.

Il settore tecnologico in Cina si rafforza continuamente, segnando dati sorprendenti già nei primi quattro mesi del 2011. L’industria delle telecomunicazioni, infatti, è cresciuta da gennaio ad aprile del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2010 e si attesta ad un valore pari a 31 miliardi di euro.
Le cifre sono supportate dall’aumento di utilizzatori di telefoni e computer dichiarate recentemente dal ministero dell’Industria e dell’Information Technology della Repubblica Popolare. Solo quest’anno sono stati registrati 41,39 milioni di nuovi utenti di telefono cellulari, arrivando così a 900,93 milioni totali, ovvero due terzi della popolazione cinese. Alla fine di aprile si contavano 1,19 miliardi di sottoscrittori di servizi di telefonia, pur con delle tendenze ben chiare: mentre aumentano gli utenti delle linee di terza generazione, arrivando a 67,57 milioni di individui, calano quelli delle linee fisse, con una diminuzione di 2,93 milioni di sottoscrittori (giungendo a 291,45 milioni).
Per la rete internet si registra un analogo sviluppo: nei primi quattro mesi dell’anno i collegamenti a internet dsl sono cresciuti di 9,58 milioni di utenti, arrivando ad un totale di 135,92 milioni. Oggi la Cina è così diventato il più grande mercato globale per le connessioni, con 477 milioni di internauti registrati a fine marzo, ovvero un terzo della popolazione.
La velocità con cui le tecnologie della comunicazione si stanno diffondendo ed affermando nel Dragone è segno del progresso del Paese e della sua capacità di aderire alle innovazioni del secolo; ciò permette lo sviluppo delle industrie del settore ma anche lo sfruttamento delle nuove forme di informazione, divulgazione e di fare business della nostra epoca.

martedì 10 maggio 2011

Boom dell’e-commerce in Cina

Aumentano in Cina le opportunità di business garantite dall’e-commerce, fenomeno che attira numerosi imprenditori pronti a lanciare ogni prodotto sul web e milioni di consumatori alla ricerca di offerte.

In Cina l’utilizzo di internet sta conoscendo una crescita esponenziale: alla fine del 2010 si contavano 457 milioni di utenti, un terzo del mercato potenziale che include oltre un miliardo di individui. Le opportunità offerte dal mondo del web sono numerose e crescono di pari passo con lo sviluppo economico del paese.
Il business maggiore viene dall’e-commerce, settore in cui la Cina è diventata leader assoluto con quasi 150 milioni di consumatori virtuali. Le prime basi del commercio elettronico nella Repubblica Popolare vennero lanciate nel 1998 da Alibaba, sito per il B2B, seguito da Eachnet, di cui ora è socio di maggioranza Ebay, e Joyo, acquistato da Amazon nel 2004. L’espansione iniziò nel 2005, quando Alibaba acquisì Yahoo! China e iniziò a coinvolgere milioni di persone oltre che a muovere grandi quantità di denaro.
Oggi il primo sito di e-commerce in Cina, oltre che tra i maggiori al mondo, è Taobao.com, piattaforma che nei periodi di grandi offerte attira circa 1,8 miliardi di visitatori. Il vero motore del commercio on line è rappresentato dal C2C, dove piccoli negozi virtuali, guidati da singole persone, riescono a far crescere il proprio fatturato grazie ad accordi con le fabbriche di beni, trasformandosi così nel giro di poco tempo in grandi aziende che transitano nel B2B.
Il sistema di e-commerce in Cina si sviluppa in tre direzioni: l’intermediazione (in cui il sito funge da punto di incontro tra venditore e compratore), il commercio al dettaglio elettronico (l’azienda esiste solo sul web) e il commercio al dettaglio tradizionale (l’azienda esiste anche con una rete di negozi reali).
La maggior parte dei consumatori cinesi che si serve di questa forma di compravendita è rappresentata da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, soprattutto donne. In genere, i cinesi acquistano on line ogni tipo di prodotto riuscendo ad ottenerli a prezzi molto bassi; ciò ha permesso recentemente lo sviluppo on line anche di nicchie di mercato, prima difficilmente spendibili sul web, come i beni ad alta personalizzazione.
Le opportunità di business sono, infine, supportate dallo stesso governo cinese, che incentiva l’e-commerce con leggi e regolamenti specifici, in virtù del fatto che il commercio sul web favorisce l’occupazione e mantiene attiva l’economia del Dragone.

giovedì 29 aprile 2010

Lo shopping on-line è sempre più diffuso anche in Cina

In confronto al mercato virtuale occidentale, le vendite on-line in Cina non si sono diffuse così velocemente, ciò a causa della scarsità di accessi internet e della carenza di sistemi di sicurezza per i pagamenti on-line. Le autorità finanziarie cinesi, infatti, non hanno mai voluto concedere a sistemi non cinesi (come PayPal) di accedere al mercato al fine di sostenere invece lo sviluppo delle imprese locali. In Cina sono attivi siti come Alipay, un sistema elettronico di pagamento e Taobao, una piattaforma elettronica per il commercio. Nonostante ciò la diffusione di computer, telefonini con collegamento alla rete ed internet caffè è aumentata in modo esponenziale in questi ultimi anni, rendendo di fatto alla portata di tutti il collegamento internet. E’ così che il commercio formale ma anche informale (tramite le chat) è diventato una pratica di acquisti sempre più comune tra i consumatori cinesi. Secondo un recente sondaggio della società Nielsen, un terzo delle famiglie con accesso ad internet ha comprato un articolo al giorno negli ultimi sei mesi.
I settori commerciali più interessati sono quelli degli articoli per bambini e dei cosmetici. Il prodotto più venduto però è Lipton’s Tea. A beneficiarne sono soprattutto i beni più conosciuti e i marchi più famosi, avvantaggiando così le imprese occidentali che sempre più si stanno attivando on-line. Il motivo di questo successo è forse da imputarsi ai grandi sconti che vengono offerti in rete rispetto alle vendite nei negozi (circa del 21%) e ai costi di spedizione minimi o poco incidenti sul totale dell’acquisto.