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venerdì 1 aprile 2011

Con gli investimenti nell’energia pulita la Cina supera anche gli USA

Prosegue l’impegno della Repubblica Popolare nell’energia verde, annunciato già tra gli obiettivi del Piano Quinquennale 2011-2015: ora il Paese asiatico si classifica primo sia per l’eolico che per il solare.

Gli investimenti cinesi nelle energie rinnovabili sono in continuo incremento ed entro il 2011 il governo promette che il 10% del consumo energetico nazionale dovrà provenire da fonti “verdi”. Secondo il rapporto 2010 “Who’s winning the Clean Energy Race” della Pew Charitable Trusts, la Cina sarebbe al primo posto tra i Paesi che investono maggiormente nell’energia pulita, avendo superato nella classifica mondiale Stati Uniti e Germania. Lo scorso anno, infatti, il Dragone ha messo a disposizione 54,4 miliardi di dollari (38 miliardi di euro) per il settore delle energie sostenibili. Sempre a gennaio di quest’anno, inoltre, la Cina si era aggiudicata il primato anche nella produzione di energia da fonti eoliche, secondo l’indagine della American Wind Energy Association.
Allo stesso modo, nell’ambito solare la politica locale si sta impegnando molto ed un esempio illustre è dato dalla città di Rizhao, modello d’eccellenza per ciò che riguarda lo sfruttamento dell’energia dal sole. La metropoli, di circa 3 milioni di abitanti, si trova nello Shandong, a Nord del Paese, e qui l’amministrazione si è convertita radicalmente al solare, sostenuta anche da incentivi privati e offrendo facilitazioni per le imprese. Il 99% degli edifici cittadini è dotato di pannelli fotovoltaici e solari termici per il riscaldamento; 6.000 abitazioni usano l’energia solare per cucinare così come 60.000 fattorie ne usufruiscono per la produzione rurale. Il sole, inoltre, permette il funzionamento dell’illuminazione stradale e dei semafori. Per tale iniziative, Rizhao è stata definita la “città del futuro” e risulta tra le 13 migliori città al mondo per progetti innovativi e tutela dell’ambiente. I successi ottenuti tramite il rinnovabile sono molteplici: i prezzi degli impianti fotovoltaici ora sono pari a quelli degli impianti energetici tradizionali e lo sviluppo dell’energia pulita sta attirando numerosi investitori stranieri, tra cui Daewoo, che hanno contribuito a portare danaro per la costruzione di nuove infrastrutture.
L’Italia, comunque, non si posiziona male nella classifica della Pew Charitable, piazzandosi quarta. Tuttavia, i produttori italiani non godono di una buona posizione nel settore rinnovabile, sfruttando poco le potenzialità. L’esempio cinese e le opportunità in aree come quella di Rizhao potrebbero essere lo spunto per lo sviluppo del comparto.

lunedì 25 ottobre 2010

Un treno per lo……Shandong

“Shanghai-Taishan 12 hours overnight train standing tickets”: è così che hanno inizio le mie National holidays in quel dello Shandong. Riavutami dall’esperienza senza dubbio interessante, ma che non ripeterei (ho potuto constatare come i Cinesi mettano in pratica precisamente il concetto di capacità massima), parto alla scoperta del territorio.
Famosa per i monti sacri e la concessione tedesca di Qingdao che, oltre a un’impostazione occidentale, ha lasciato alla città il birrificio cinese più importante del Paese, la regione è stata a lungo protetta dagli investimenti esteri, accuratamente selezionati, perché ospita il comando militare di Jinan, considerato riserva strategica di prim’ordine. Ora le cose stanno cambiando, ed entro il 2020 si prospetta l’apertura di sei nuove zone industriali. Per il momento sono le imprese Sud Coreane e Giapponesi a dominare la scena, ma non c’è dubbio che spazio e interesse esistano verso tutti.
Sono molte le municipalità che offrono sgravi fiscali fino al 15 % e in più la Free trade zone di Qingdao facilita l’importazione di beni esteri favorendo in particolare logistica e hi-tech . Via da Shanghai s’era detto? Perché non partire da qui dunque.

A cura di Marta Caccamo