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giovedì 26 luglio 2012

Aumentano gli investimenti nelle costruzioni

Prevista una crescita dell’8,8% fino al 2016. Dati inferiori rispetto al quinquennio 2006-2011, ma sempre superiori a quelli dei principali mercati nazionali del settore costruzioni.

Nonostante sia parere comunque di molti esperti che la bolla immobiliare cinese sia destinata a scoppiare, gli investimenti nell’industria delle costruzioni in Cina aumenteranno dell’8,8% annuo fino al 2016. Ad affermarlo è uno studio redatto dalla filiale di Pechino dell’Istituto di ricerche The Freedonia Group.
Ciò va a confermare quanto affermato dall’agenzia di stampa Bloomberg, ossia che nel corso del mese di giugno il mercato immobiliare cinese ha visto un deciso miglioramento, con le vendite di appartamenti che hanno registrato una progressione positiva del 41% rispetto al mese precedente.
Gli investimenti nelle costruzioni saranno ripartiti tra edilizia residenziale e non oltre ad ingegneria civile; gli attuali processi di industrializzazione e urbanizzazione oltre all’aumento del reddito individuale unito alla crescita delle famiglie saranno, secondo lo studio, fattori determinanti affinché ciò avvenga.
Venendo ai dati, fino al 2016 l’ingegneria vedrà un tasso di crescita pari al +9,5% medio annuo in termini reali, l’edilizia residenziale crescerà in termini reali medio dell’8,5% annuo e l’edilizia non residenziale dell’8,3.

mercoledì 20 giugno 2012

In calo i prezzi immobiliari

Nel mese di maggio i prezzi delle case sono scesi in 54 delle 70 città monitorate dal governo ciense.

L’agenzia Bloomberg, riportando i dati diffusi nella giornata del 18 giugno dall’Ufficio nazionale di Statistica, conferma che, lo scorso mese in Cina, i prezzi delle case sono scesi in 54 delle 70 città monitorate dal governo. Il calo più consistente si è registrato a Wenzhou, (-14% rispetto al 2011), mentre Pechino e Shanghai hanno riportato una diminuzione attorno all’1,6%.
L’esecutivo di Pechino ha promesso di mantenere attive le restrizioni applicate al mercato immobiliare in risposta al boom, che ha fatto temere gli effetti dell’eventuale scoppio di una bolla speculativa. Tuttavia, se i prezzi si abbasseranno ancora di molto e in poco tempo, sicuramente ci saranno a breve delle ripercussioni sull’intero sistema economico della Cina.
Bloomberg riporta l’opinione di Peter Churchouse, di Portwood Capital: «Il mercato immobiliare cinese si sta lentamente avvicinando al fondo della sua discesa e mi aspetto di assistere a un atterraggio nell’arco dei prossimi tre-quattro mesi». A detta sua, l’impatto delle manovre delle autorità può dirsi positivo.
Di diverso avviso è invece Alistair Thornton, uno dei maggiori esperti della IHS Global Insight, "Il settore immobiliare continuerà a gravare sulla crescita economica e per la fine dell’anno sarà un ulteriore freno a questa".

lunedì 12 marzo 2012

La Cina registra il peggior deficit da 22 anni

La Cina risente della crisi globale: dall'inizio dell'anno, lo yuan è stato deprezzato dello 0,5%, sono cresciute le importazioni di greggio e minerali e sono scesi del 25% i prezzi delle case.

Lo scorso febbraio, a causa dell’innalzamento delle importazioni (+39,6%) e della ridotta crescita delle esportazioni (+18,4%), Pechino ha segnato il peggior deficit degli ultimi 22 anni: 31,5 miliardi di dollari Usa, quattro volte superiore a quello previsto. Anche i dati relativi alla produzione industriale e alla vendita al dettaglio sono più bassi.
La scorsa settimana, il premier Wen Jiabao ha lanciato la previsione che nel 2012 il Pil cinese crescerà del 7,5% (il più basso dal 2004) e ha fissato un limite del 4% all'inflazione; tuttavia, quest’ultima è molto più alta in realtà, soprattutto relativamente ai prodotti alimentari.
Per contrastare il deficit e migliorare le esportazioni, la Banca centrale di Cina ha abbassato il valore dello yuan, che sui mercati è stato svalutato dello 0,2%: negli ultimi due mesi la Cina ha permesso che il valore della propria moneta scendesse dello 0,5%, mentre l’anno scorso lo aveva accresciuto del 4,7%.
La bilancia commerciale cinese è influenzata anche dalla continua crescita del prezzo del petrolio, che oggi ha raggiunto i 125 dollari al barile: per proteggersi da futuri innalzamenti del prezzo, il Dragone ha immagazzinato circa 5,95 milioni di barili al giorno.
Inoltre, non è escluso il rischio di una bolla speculativa per le proprietà. Negli ultimi anni, grazie a prestiti e immissioni di liquidità da parte di Pechino, il mercato immobiliare si è accresciuto fino a squilibrarsi: nei primi mesi dell’anno si è riscontrato un abbassamento del 25% dei prezzi delle case, a Pechino e Shanghai, tuttavia, il prezzo medio per metro quadro supera il valore di cinque mesi di un salario medio. Inoltre, secondo l'economista Andy Xie, la Cina ha più case di quanto ne abbia bisogno, in quanto il 50% delle nuove costruzioni risulta vuoto e invenduto. Per frenare la bolla speculativa, il governo ha imposto limiti ai presti delle banche e all'acquisto di seconde e terze case.