Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina
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lunedì 28 novembre 2011

Costa Crociere in Cina con una WFOE

Costa Crociere S.p.A. sarà la prima compagnia di crociera a costituire una WFOE in Cina, un traguardo ottenuto grazie al sostegno delle autorità locali.

Costa Crociere S.p.A. è uno dei migliori esempi di successo attuali in Cina ottenuto grazie alla cooperazione con le autorità locali, oltre che rappresentare un segnale positivo per il turismo crocieristico dell’area. La società, infatti, sarà la prima compagnia di crociere a costituire una WFOE (wholly foreign owned enterprise) in Cina, che avrà sede a Shanghai.
Il traguardo raggiunto è stato possibile grazie ad un percorso nel Paese asiatico cominciato nel 2006, quando Costa Crociere, anche in quel caso, fu la prima azienda internazionale del settore ad entrare nel mercato cinese e iniziò a sostenere lo sviluppo dell’industria crocieristica in qualità di first mover nel Dragone. In questi anni il marchio si è promosso ed ha ottenuto fiducia e credibilità, diventando tra i più popolari nel campo del turismo: i passeggeri cinesi che hanno viaggiato sulle navi italiane fino ad oggi sono stati 170.000. Il merito dei successi della società va dato agli investimenti in innovazione, relativamente ai servizi e agli itinerari offerti, e alla cooperazione con il Ministero dei Trasporti e la Municipalità di Shanghai; difatti una spinta decisiva è stata l’estensione alle compagnie di crociera della legislazione relativa alle WFOE nel settore dello shipping.
Con la costituzione della WFOE, Costa Crociere offrirà servizi finanziari e commerciali alle agenzie di viaggi cinesi, tra cui attività di marketing, emissione di biglietti e incassi in valuta locale, e punterà ad aumentare la domanda di mercato. Ci sarà, quindi, più spazio per la promozione dei viaggi in crociera, grazie anche alla nuova nave che verrà posizionata in Cina già nel 2012, Costa Victoria.

lunedì 24 ottobre 2011

Infrastrutture ed energia le parole chiave della nuova Cina

La Cina è un enorme cantiere in continuo sviluppo, con 130 grandi progetti in corso, in particolare nei settori delle infrastrutture e dell’energia.

Come già preannunciato nel piano quinquennale 2011-2015, la Cina si presta ad un periodo di grandi opere, alcune delle quali sono già in fase di ultimazione. In cantiere, attualmente, ci sono ben 130 progetti, per un valore di 1.700 miliardi di dollari. Due sono le priorità che il Paese asiatico si è prefissato: soddisfare la domanda di energia e sviluppare le infrastrutture nazionali, entrambi con un occhio alla produzione ad alto valore aggiunto e all’innovazione tecnologica.
Nel primo caso, la Repubblica Popolare si trova a dover far fronte ad una richiesta energetica sempre maggiore, alla quale è doveroso rispondere anche in modo sostenibile. Nel piano economico sono previsti impianti idroelettrici, nucleari ed eolici e nuovi giacimenti petroliferi. Per incentivare lo sfruttamento di fonti rinnovabili, la Cina ha stanziato 315 miliardi di dollari che sosterranno un’economia nazionale low carbon, a basse emissioni, attenta all’ambiente e al clima. Proprio in questi giorni, tra l’altro, il Dragone ospita nella città di Dalian il “Low Carbon Earth summit 2011”, evento che attira ricercatori, imprese e istituzioni mondiali per discutere delle energie rinnovabili e della sostenibilità. La Repubblica Popolare dimostra così ancora una volta l’impegno verso la green economy, sul cui fronte è all’avanguardia grazie ad investimenti in ricerca e innovazione pari a 50 miliardi di dollari l’anno. Nel campo delle rinnovabili, inoltre, la Cina possiede il parco eolico più grande del mondo, a Jiuquan, nel Gansu, con 5.160 MW che nel 2020 diventeranno 20 GW.
Nell’ambito delle infrastrutture l’urgenza non è minore e il Paese ha infatti stanziato la maggior parte delle risorse nella costruzione di ferrovie, autostrade, porti e aeroporti che possano garantire un elevato tasso di sviluppo. Numerose sono anche in questo caso i progetti da record: il canale Nord-Sud per portare acqua dal fiume Yangtze (la più grande opera pubblica in costruzione); la linea ferroviaria a lievitazione magnetica Shanghai-Hangzhou di 200 km; i futuri cantieri navali più grandi al mondo che nasceranno a Changxing; il più grande porto al mondo di Tianjin; il più grande porto al mondo dedicato ai container di Yangshan.

giovedì 20 ottobre 2011

China Southern Airlines, primo operatore cinese per l’A380

La compagnia aerea cinese China Southern Airlines ha ricevuto dal CEO di Airbus il primo A380, e ora punta a diventare tra le aziende leader per il settore a livello internazionale.

In occasione di una speciale cerimonia a Tolosa, Tom Enders, Presidente e CEO di Airbus, ha ufficialmente consegnato alla China Southern Airlines il primo dei cinque Airbus A380 ordinati dalla compagnia cinese. Ora, l’azienda è diventata così il primo operatore cinese, e il settimo a livello mondiale, di uno degli aeromobili più eco-efficienti al mondo, che recentemente si è ulteriormente rinnovato negli standard e nel confort, migliorandone la redditività.
Per China Southern Airlines si apre una nuova fase di sviluppo che la porterà ad accrescere la competitività e, nel lungo periodo, a diventare una delle compagnie aeree leader nel mondo. Con il nuovo A380 l’azienda potrà offrire ai propri clienti un servizio di alta qualità, potendo disporre di un aeromobile più spazioso, più avanzato e dal confort internazionale.
Inizialmente, l’Airbus verrà utilizzato per le rotte nazionali, collegando le maggiori città cinesi quali Pechino, Shanghai e Guangzhou; successivamente l’A380 verrà impiegato anche nelle rotte internazionali.

martedì 30 agosto 2011

La Cina controlla i porti mondiali

La supremazia della Cina nel traffico navale è ormai consolidata: sono cinesi i principali porti marittimi mondiali e le flotte mercantili.

La Repubblica Popolare detiene un primato assoluto nel controllo dei principali scali marittimi mondiali e delle flotte mercantili. Il paese asiatico, infatti, ha avviato un sistema portuale molto efficiente che permette di gestire l’intero iter logistico, dall’imbarco delle merci alla loro consegna a destinazione; il tutto riducendo rischi e costi e svolgendo lo smistamento in modo rapido. Il volume di traffici via mare della Cina è il 40% del tonnellaggio totale mondiale; 10 dei primi 14 porti mondiali per movimentazione di merci generiche sono cinesi, così come 7 dei primi 11 specializzati in container (con Shanghai al primo posto in entrambe le classifiche).
La forza cinese si manifesta anche nelle strategie alternative che negli anni il Paese ha elaborato per evitare la congestione del traffico navale e aggirare i rischi dei punti critici denominati chokepoints (“colli di bottiglia”). Per l’esportazione di beni verso l’Europa, il Dragone ha ipotizzato, dunque, la possibilità di trasferimento via ferrovia lungo la linea transiberiana, che farebbe risparmiare ad ogni container circa 5-7 giorni di viaggio. Inoltre, per garantire la sicurezza dei propri traffici la Repubblica Popolare detiene alcune basi navali ad uso sia civile che militare lungo le coste dell’Oceano Indiano in Birmania, Tailandia, Bangladesh, Sri Lanka e Pakistan. Non mancano, poi, numerosi porti internazionali che sono controllati dalla Cina: Aden, Porto Said, Pireo e il canale di Panama (grazie al controllo effettivo dei porti di Balboa e Colon che vi sia affacciano).
Infine, la Repubblica Popolare ha in cantiere alcuni progetti molto ambiziosi per incrementare e facilitare ulteriormente gli scambi commerciali: nel febbraio scorso, infatti, il Dragone presentò la proposta di costruire una ferrovia in Colombia tra Cartagena e la costa del Pacifico come alternativa al canale di Panama.

martedì 26 luglio 2011

Le falle dell’alta velocità cinese

Le polemiche che accompagno il sistema ad alta velocità delle ferrovie cinesi hanno trovato riscontro nel tragico incidente lungo la tratta tra Hangzhou e Wenzhou. Ora le autorità impongono severi controlli sulla sicurezza dei treni.

Il sistema ad alta velocità delle ferrovie cinesi non riesce a decollare come previsto e colleziona una serie di note negative, culminate nell’incidente di sabato scorso lungo la tratta tra Hangzhou e Wenzhou. I treni superveloci cinesi, infatti, sono stati caratterizzati da ritardi, polemiche sulla sicurezza e fenomeni di corruzione. Il ministro delle Ferrovie cinesi, Liu Zhijun, è indagato per tangenti, contratti illegali e liaison sessuali; il suo ministero, che gestisce scuole, ospedali e telecomunicazioni, è tra le istituzioni più potenti del Paese e ha incassato negli ultimi tre anni ingenti fondi statali: nel 2009 ha ricevuto circa 87 miliardi di dollari per modernizzare le linee ferroviarie, ai quali si aggiungono i 370 miliardi di euro previsti con il piano quinquennale 2011-2015 per costruire altri 8.000 chilometri di linee ad alta velocità.
La tratta Pechino-Shanghai, inaugurata con un anticipo di due anni e mezzo il primo luglio scorso, sembrava aver battezzato la Cina come il Paese con la linea ferroviaria più efficiente al mondo, ma in realtà si è contraddistinta finora per guasti e problemi di vario tipo che hanno provocato enormi ritardi. Inoltre, la velocità con cui sono stati portati a termine i 1.500 chilometri che collegano le due metropoli ha fatto ricadere sospetti sulla gestione del progetto.
A completare il quadro delle ferrovie cinesi si è aggiunto sabato scorso il drammatico incidente che ha coinvolto due convogli sulla tratta Hangzhou-Wenzhou in località Shuangyu, nella Provincia di Zhejiang, causato da un fulmine. L’episodio ha provocato oltre 30 vittime, tra cui una ragazza italiana, e un centinaio di feriti. La tragedia ha scatenato una nuova serie di polemiche sui treni veloci della Repubblica Popolare e ha imposto alle autorità cinesi un controllo a tappeto sulla sicurezza del sistema ferroviario.

venerdì 17 giugno 2011

Ferrovia da record tra Pechino e Shanghai

Inaugurata un anno prima del previsto la linea ferroviaria ad alta velocità tra Shanghai e Pechino: il collegamento rappresenterà una migliore alternativa all’aereo e servirà a incrementare il business di molti altri settori.

Nonostante i vari scandali che ne hanno accompagnato la realizzazione, la linea ferroviaria ad alta velocità che collega Pechino e Shanghai entrerà in funzione il prossimo primo luglio, un anno prima del previsto. Il tragitto sarà percorso da due treni diversi: uno a 300 km/h, che lo coprirà in cinque ore, e l’altro a 250 km/h, che ne impiegherà otto. Il traffico stimato è di circa 80 milioni di passeggeri l’anno e il costo del biglietto sarà molto competitivo. Infatti, tra gli obiettivi del nuovo treno c’è anche quello di offrire una valida alternativa al trasporto aereo, che non riesce a garantire un servizio efficiente per la tratta Pechino-Shanghai.
Con questa nuova linea, la Cina oggi detiene la Tav più luna al mondo, con i suoi 8.400 km di binari; grazie ai numerosi investimenti nel settore, nel 2012 i chilometri potrebbero diventare 13.000 e nel 2020 addirittura 30.000. Molti saranno gli ulteriori vantaggi di cui la Cina beneficerà con l’alta velocità, in primis la creazione di un collegamento tra zona costiera e zone interne più povere. Inoltre, la facilità e la velocità di trasporto all’interno del Paese contribuirà a espandere l’urbanizzazione: sono già in progetto, infatti, quattro nuove città e l’espansione di due metropoli. Infine, secondo uno studio di Morgan Stanley, ne risentiranno positivamente anche molti altri settori economici del Dragone, come il comparto alberghiero, la ristorazione, il turismo, l’automotive, i beni di consumo, la grande distribuzione e l’immobiliare. Proprio quest’ultimo potrebbe, così, risollevarsi dalla dura crisi che l’ha colpito nell’ultimo anno, a causa della bolla speculativa. In questi giorni, il real estate è stato ulteriromente penalizzato dalla diminuzione dell’Outlook da parte dell’agenzia di rating internazionale Standard & Poor, che l’ha portato da “stabile” a “negativo”. Le motivazioni di questa decisione sono da ricercare nell’incremento dei rischi del settore e nel forte indebitamento die costruttori.
L’alta velocità, comunque, cambierà anche gli assetti geopolitici e i collegamenti internazionali: i progetti della Repubblica Popolare comprendono anche linee di lunga percorrenza che andranno dalla Cina verso tre direzioni principali: il Sudest Asiatico, l’Asia Centrale e la Russia europea, toccando una ventina di Paesi stranieri.

mercoledì 1 giugno 2011

Le aziende di macchine utensili si preparano per la Cina

Per sostenere le aziende italiane di macchine utensili in Cina, Ucimu e Ice hanno ingaggiato un manager locale che analizzerà la domanda cinese valutando le opportunità di business del mercato per le nostre imprese.

L’esplorazione del mercato cinese da parte del settore delle macchine utensili italiano è cominciato nell’aprile scorso, in occasione della fiera CIMT (China International Machinery Tool Show) svoltasi a Pechino. L’evento, interamente dedicato al comparto della costruzione di macchine utensili, ha permesso l’incontro tra gli operatori mondiali di diversi settori: automotive, ferroviario, aeronautico, infrastrutture e navale. La Cina rappresenta attualmente uno sbocco fondamentale in questo ambito, dopo che nel 2009 si è confermata primo produttore ed importatore mondiale. Nel 2010, inoltre, il Paese asiatico ha importato macchine dall’Italia per 350 milioni di euro, con un incremento del 4,6% rispetto al 2009, e attestandosi così il primo cliente con il 15% dell’export Made in Italy. Per molte aziende del comparto, la Repubblica Popolare non è solo un Paese low cost, ma, contrariamente, si presta all’individuazione di nicchie che necessitano di «impianti flessibili, customizzati e con elevata produttività».
L'Italia si è presentata alla manifestazione con la migliore tecnologia da esportazione e gli operatori che hanno partecipato hanno potuto raccogliere preziosi contatti, su cui ora occorre fare una scrematura. Data la complessità dell’ambiente cinese, l’Ucimu, associazione dei costruttori di macchine utensili e robot, ha coinvolto i propri affiliati in un’iniziativa promossa dall’Ice che vede la “familiarizzazione” tra le aziende italiane di Minhu Zhang, manager cinese che si impegnerà a facilitare le opportunità di business tra le realtà nostrane e quelle cinesi del settore.
Zhang si trova in queste settimane in Italia e sta studiando alcune imprese del nostro territorio per poter incrociare le loro caratteristiche con la domanda cinese di macchine utensili, operanti nei settori automotive, aerospazio, energia, stampaggio, ferrovie, elettrodomestici e meccanica generale. Le imprese italiane interessate al Dragone hanno, infatti, espresso l’esigenza di un distributore o comunque di una figura locale che le aiuti a penetrare il mercato, sia da un punto di vista linguistico che logistico.
Compito di Zhang sarà quello di monitorare le barriere tariffarie, analizzare l’ambiente competitivo, le politiche di cooperazione, le strategie di sviluppo e le azioni del governo, oltre ad analizzare i canali distributori e monitorare le fiere in loco. Inoltre, le aziende interessate verranno puntualmente fornite di un report sulle opportunità e i cambiamenti del mercato cinese. Il progetto, che avrà inizialmente durata di due anni, passerà poi alla fase successiva, che consiste nel sostenere le imprese nel presidio effettivo del mercato, anche tramite forme di aggregazione. Nell’ambito di tale iniziativa si svolgerà, inoltre, la missione in Cina dell’Ucimu del prossimo novembre.

venerdì 18 febbraio 2011

Trasporto aereo: nuovi collegamenti tra Italia e Cina

Sarà la Cina il Paese dove il trasporto aereo crescerà maggiormente nei prossimi anni, motivo per cui aggiudicarsi le rotte tra l’Italia e il Dragone sta diventando una strategia vincente per le compagnie e uno spunto per lo sviluppo del turismo.

Secondo le previsioni della IATA (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo), il settore del trasporto aereo vedrà una forte crescita nei prossimi anni, determinata dall’aumento di circa 800 milioni di passeggeri a livello mondiale, di cui 214 milioni solo in Cina. Nella Repubblica Popolare, infatti, i voli verso le principali metropoli hanno visto un incremento del traffico pari al 15% circa, sia per le rotte nazionali che intercontinentali. Per queste ragioni, aggiudicarsi i collegamenti diretti con il Paese asiatico diventa ora una priorità da non perdere.
Alitalia, proprio in questi giorni, ha annunciato l’avvio di due voli diretti che collegheranno Roma con Pechino e con Shanghai a partire dalla prossima estate. La novità è frutto di un accordo di partnership in codesharing tra la compagnia di bandiera italiana e China Eastern, una delle compagnie asiatiche più importanti. I voli avranno una frequenza di quattro volte a settimana e opereranno con Airbus A430 per la rotta Roma-Shanghai e con Airbus A330 per quella Roma-Pechino, entrambi con tre classi di viaggio.
Con tale iniziativa, Alitalia espanderà la propria presenza nell’Estremo Oriente, in cui è già attiva per i voli da e per il Giappone, mentre China Eastern inaugurerà i propri collegamenti con l’Italia. L’accordo, tra l’altro, prevede la possibilità di estendere il codesharing ad altre destinazioni italiane e cinesi e l’eventuale sviluppo di nuove forme di collaborazione nei settori dell’handling, della manutenzione, del cargo e dei servizi di fidelizzazione della clientela.
L’interesse per i collegamenti aerei tra Cina e Italia trova conferma, inoltre, anche in un’altra compagnia, la Cathay Pacific, che la scorsa settimana aveva annunciato l’inaugurazione di voli giornalieri tra Milano e Hong Kong. La corsa alle rotte tra i due Paesi sembra cominciata e probabilmente si estenderà ad altre compagnie italiane e straniere interessate ad investire in questa direzione. Inoltre, lo sviluppo del trasporto aereo avrà importanti ripercussioni anche sul flusso turistico tra le due mete.

mercoledì 29 dicembre 2010

Via libera ai voli privati nei cieli della Cina

Il mese scorso le autorità cinesi hanno deciso di aprire gradualmente lo spazio aereo del Paese anche ai voli a bassa quota, aprendo così un mercato per l’aviazione privata ed il business ad essa connesso.
Una circolare congiunta del Consiglio di Stato e della Commissione Militare Centrale ha dato il via ai decolli dei voli privati, come quelli di business jet ed elicotteri. Se fino ad oggi, infatti, i voli a bassa quota erano controllati militarmente e le autorizzazioni richiedevano tempistiche piuttosto lunghe, ora si potrà sorvolare il cielo cinese e con permessi ottenuti nel giro di poche ore.
Questa apertura permetterà, nei prossimi anni, di sviluppare nuove opportunità per i costruttori di elicotteri, jet privati e aeromobili d’affari che rappresentano l’offerta dell’aviazione privata. Attualmente, il settore detiene un tasso annuale pari al 30% ma si stima una forte crescita nei prossimi dieci anni, grazie anche ai Paesi emergenti come la Cina, dove i voli di questo tipo sono ridotti. La domanda, però, esiste ed è rappresentata dalla fascia di popolazione di ceto alto che, pur essendo una minoranza, conta milioni di individui. I ricchi cinesi amano ostentare e il jet è da sempre uno degli status symbol per eccellenza.
Tra l’altro, lo sviluppo di questo settore farebbe la fortuna anche di tutte quelle aziende costruttrici di piste d’atterraggio per elicotteri, le compagnie di resort e le imprese di campi da golf, quest’ultime due strettamente connesse con il mondo del lusso e dell’agio moderno. Inoltre, potrebbero migliorarsi anche i servizi di soccorso via elicottero, che in Cina non sono particolarmente efficienti.

martedì 30 novembre 2010

Ferrovie ad alta velocità: la Cina si collegherà all’Europa

In Cina si fanno avanti progetti rivoluzionari nel campo dei trasporti con l’idea di istituire un treno che vada da Pechino a Londra in due giorni, collegando così anche da un punto di vista geopolitico l’Asia con l’Europa.
Le ferrovie cinesi sono sempre più all’avanguardia; per i prossimi 5 anni il governo ha stanziato 100 milioni di dollari l’anno per l’alta velocità, che nel 2013 dovrebbe contare 13.000 chilometri e nel 2020 circa 16.000.
Il treno più veloce del mondo si trova in Cina e raggiunge la velocità di 394 chilometri all’ora percorrendo la tratta lunga 968 chilometri che va da Wuhan, nella parte centrale del Paese, a Guangzhou, nel sud-est. In fase di sperimentazione è, invece, un altro treno che ha percorso la tratta Hangzhou – Hongqiao alla velocità di oltre 416 chilometri orari.
Lo sviluppo del settore ha permesso al Dragone di esportare all’estero la propria tecnologia ferroviaria, non solo in Paesi come Kazakistan, Uzbekistan, Singapore e Turchia ma perfino in California per la linea Los Angeles – San Francisco che si completerà nel 2020.
Ora però i treni cinesi potrebbero arrivare molto lontano con il progetto in cantiere del collegamento Pechino – Londra, da realizzarsi nei prossimi 10 anni. Il piano prevede la creazione di una rete ferroviaria che unisca ben 17 Paesi con tre direttrici principali: una linea che andrà da Kunming (nello Yunnan, regione nel sud-ovest della Cina) a Singapore, una da Urumqi (capitale dello Xinjiang, nel nord-ovest della Cina) alla Germania per unirsi poi ai binari europei e raggiungere così Londra e la terza da Heilongjiang (provincia nel nord-est del Paese) all’Europa del sud-est, passando per la Russia. L’intera realizzazione costerà intorno ai 480 milioni di dollari e permetterà di collegare la Repubblica Popolare con i mercati europei e dell’Asia centrale. Ciò garantirà anche uno slancio al commercio tra il continente asiatico e quello europeo offrendo una valida alternativa all’aereo.

martedì 26 ottobre 2010

L’invasione della Cina

La Cina non è più solo un mercato oggetto di investimenti da parte delle imprese internazionali; il Paese, infatti, si impone sempre più come competitor e investitore globale.

Tecnologia e innovazione non sono caratteristiche esclusive del mondo occidentale: oggi la Cina ne ha fatto i suoi punti di forza per sviluppare il processo di modernizzazione del Paese. Il settore maggiormente coinvolto in questo percorso è quello dei trasporti: qui si stanno mettendo a punto progetti ambiziosi e di grande portata.
Nel campo aeronautico, entro il 2014 la Cina metterà in commercio un nuovo jumbo che è destinato a competere con i Boeing e Airbus grazie ai motori di nuova generazione di cui disporrà. Nel 2016 i velivoli potrebbero essere consegnati ai primi acquirenti, che si ipotizza saranno le compagnie nazionali, ma l’obiettivo è quello di penetrare il mercato internazionale. Sulla rete ferroviaria, invece, si sta pianificando la costruzione di un treno che viaggi a 500 chilometri orari. La Repubblica Popolare Cinese è già all’avanguardia nell’alta velocità ferroviaria con 7.055 km di rete che nel 2012 potrebbe arrivare a 13 mila km.
L”invasione” della Cina, tuttavia, non si limita a questo ma è visibile anche nel turismo, attività in aumento tra i cinesi, grazie anche alla graduale crescita dei redditi. Le ultime rilevazioni di Global Blue sugli acquisti tax free in Italia da parte di acquirenti extra –Ue nei primi nove mesi del 2010, vedono i consumatori cinesi al secondo posto subito dopo i russi. I compratori dalla Cina acquistano prevalentemente prodotti di lusso come articoli di gioielleria e dell’arte orafa italiana tra cui accessori e orologi. Non sarà un caso se le vendite del settore del lusso registrano un aumento del 22% in Asia e la Cina rappresenta il 6% del mercato totale, con vendite pari a 8,2 miliardi di euro. La maggior parte sceglie come meta Milano (dove le spese nelle gioiellerie arrivano a 6.500 euro) ma non vengono disdegnati gli outlet, in cui si è registrato un aumento del 65%.

giovedì 13 maggio 2010

La Cina è sempre più competitiva nel settore dei trasporti: in prima linea le ferrovie ad alta velocità

La competizione cinese nel settore dei trasporti sta diventando sempre più intensa a livello internazionale. Nel mercato automobilistico, dopo aver definitivamente sorpassato gli Stati Uniti, continuano a registrarsi aumenti delle vendite. Nel solo mese di aprile sono state vendute 1.110 auto; nei primi quattro mesi del 2010 le vendite sono salite del 23,8% rispetto all’anno scorso e sono state immatricolate 634.000 auto (+ 63,6% dal 2009). Entro la fine dell’anno si prevede di vendere circa 5 milioni di vetture.
La concorrenza sta ottenendo ottimi traguardi anche nella produzione di boeing ed airbus.
Tuttavia, il mercato che ha visto crescere enormemente il proprio potenziale è senz’altro quello ferroviario. La Cina ha, infatti, ottenuto la leadership nelle ferrovie ad alta velocità; i treni cinesi sono i più veloci al mondo, la rete ferroviaria è la più grande al mondo e i piani di espansione sono molto ambiziosi. Nei progetti futuri si intravedono esportazioni in altri paesi, come gli Stati Uniti. La compagnia Csr Sifang ha inoltre interessi in Thailandia, Singapore e Medioriente. L’anno prossimo verrà inaugurata la linea Pechino-Shanghai che impiegherà 4 ore per percorrere le 600 miglia che le separano. Un aiuto fondamentale è sicuramente fornito dal governo, il quale aveva già stanziato nel piano anti-crisi 100 miliardi di dollari per le infrastrutture a cui quest’anno aggiungerà altri 120 miliardi di dollari.