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mercoledì 16 marzo 2011

La Cina è il primo produttore manifatturiero mondiale

La Repubblica Popolare supera gli Stati Uniti nella produzione manifatturiera mondiale; tra le industrie più fiorenti nel Paese asiatico si affaccia quella della carta.

Non solo seconda economia mondiale: secondo un'analisi di Global Insight, ora la Cina ha superato gli Stati Uniti anche nella produzione manifatturiera, collocandosi al primo posto con il 19,8% della quota globale, pari a 1.995 miliardi di dollari, contro il 19,4% americano. A livello mondiale la produzione manifatturiera del 2010 ha un valore pari a 10.078 miliardi di dollari. Tuttavia, gli Usa detengono ancora il primato in termini di produttività e la Cina ha comunque mostrato segnali di rallentamento del settore nel mese di febbraio, un dato incoraggiante per l’assestamento dell’economia e la riduzione dell’inflazione.
Tra le industrie fiorenti del settore manifatturiero sembra che la Cina, per il 2011, punti molto su quella cartaria. Sebbene i maggiori competitor mondiali, Usa ed Europa, siano particolarmente agguerriti e abbiano innalzato barriere commerciali sulle importazioni applicando elevati dazi sui prodotti cinesi, le aziende cartarie cinesi si sono rafforzate grazie alla forte domanda interna che, a partire dal 2000, è crescita annualmente del 10%. Inoltre, i leader cinesi del comparto sono particolarmente avanzati a livello qualitativo e di produzione, nonché nella cattura di carbonio, nel risparmio energetico e nella tutela ambientale. Negli anni scorsi l’industria cartaria nazionale ha investito molto nella costruzione di fabbriche d’eccellenza e ha seguito clienti in tutto il mondo, attualmente i leader del settore stanno premendo per ottenere nuove politiche per il risparmio energetico e la riduzione dell’inquinamento. Il sistema integrativo “Plantation-Pulp-Paper” sembra essere la soluzione sostenibile più adeguata per il successo del comparto della carta in Cina, sia ad opera dei produttori nazionali che internazionali.

martedì 1 giugno 2010

La Cina potenzia il settore energetico e promuove l’energia a basso tenore di carbonio

Durante la conferenza sulla capacità produttiva dell’industria elettrica cinese il Segretario nazionale del Dipartimento dell’energia Zhuang Guobao ha affermato che l’attuale capacità elettrica del paese (più di 900 milioni di kw) verrà ulteriormente aumentata nei prossimi anni. Nel 2010 le installazioni idroelettriche sono già passate da 11,7 a 11,97 milioni di kw e gli impianti di energia eolica hanno prodotto 2.414 milioni di kw. Intanto 23 nuove centrali nucleari sono in fase di costruzione e avranno una capacità di 25 milioni di kw. E’ previsto inoltre un rinnovamento del settore termoelettrico.
All’Expo di Shanghai la Cina si è fatta promotrice di una “rete elettrica intelligente”, ovvero a basso tenore di carbonio, tramite l’utilizzo di trasporti a zero emissioni, pannelli solari, impianti eolici, edifici a risparmio energetico e impianti di raffreddamento con una tecnologia “priva di alimentazione elettrica”. L’obiettivo è quello di diffondere nuovi prodotti innovativi a basso tenore di carbonio utilizzando le risorse naturali e diminuendo il consumo energetico.

venerdì 16 aprile 2010

Rinnovamento industriale per le produzioni cinesi

Secondo quanto riportato dal Consiglio di Stato della Cina, il governo cinese ha in previsione per il 2010 un programma di riduzione delle produzioni ormai obsolete, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento, risparmiare energia e rinnovare il tessuto industriale. I settori che saranno coinvolti in questa operazione saranno: energia, carbone, acciaio, cemento, metalli non ferrosi, coke, carta, coloranti e stampa. Entro la fine dell’anno la Cina ha intenzione di eliminare più di 50 milioni di kilowatt di generatori a carbone e 8.000 piccole miniere di carbone che non rispettano gli standard sulla sicurezza e sull’ambiente. Saranno inoltre chiusi i piccoli stabilimenti di coke e le piccole fornaci per l’acciaio. Si chiuderanno anche tutte le produzioni divenute obsolete nei settori della costruzione dei materiali, industria leggera e industria tessile.
Il programma di rinnovamento, già iniziato nel corso del 2009, conferma il lento passaggio della Cina ad una politica di rispetto ambientale. Le produzioni cinesi, infatti, sono spesso state accusate negli ultimi anni di essere altamente inquinanti e non conformi ai requisiti di sicurezza e di impatto ambientale; ora sembra che anche la Repubblica Popolare Cinese voglia adeguarsi alle decisioni internazionali riguardanti il rispetto e la tutela dell’ambiente. Ciò avrà inoltre anche conseguenze positive sull’industria cinese, che dovrà quindi adottare tecnologie più avanzate