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lunedì 14 maggio 2012

Pechino, Seoul e Tokyo: zona di libero scambio

I leader di Cina, Sudcorea e Giappone hanno deciso di iniziare i negoziati per la creazione di una zona di libero scambio fra i tre Paesi.

Il commercio fra Cina, Sudcorea e Giappone è passato dai 130 miliardi di dollari Usa segnati nel 1999, ai 690 miliardi registrati l’anno scorso. Ora, i leader dei tre Paesi hanno deciso di iniziare i negoziati per una zona di libero scambio, per “scatenare la vitalità economica della regione e dare una forte spinta all'integrazione economica dell'Asia dell'Est”, come ha dichiarato Wen Jiabao. Quest’ultimo, l'omologo giapponese Yoshihiko Noda, e il presidente coreano Lee Myung Bak hanno firmato un accordo trilaterale per investimenti reciproci, che dovrebbe rendere “la regione Asia-Pacifico il centro della crescita del mondo”, come ha affermato Noda.
L'idea di una zona di libero mercato, che metterebbe insieme un mercato di oltre 1,5 miliardi di persone, si è imposta a causa della crisi economica europea e Usa, delle politiche protezionistiche adottate da alcuni Paesi e per i molti “elementi instabili” che dureranno a lungo. Secondo la Xinhua, tale accordo farebbe crescere il Pil cinese del 3%, quello coreano del 3,1% e dello 0,5% quello giapponese.

giovedì 24 novembre 2011

Cina: vicino il libero scambio con Giappone e Corea

Pechino accelera i tempi per poter avviare già il prossimo anno un’area di libero scambio con il Giappone e la Corea del Sud e difendersi così dagli Stati Uniti.

Lo studio di fattibilità per una zona di libero scambio tra Cina, Giappone e Corea del Sud era già stato concordato nel gennaio 2010, ma ora sembra ci sia stata una certa spinta ad accelerare i tempi da parte del premier cinese, Wen Jiabao. Pechino, infatti, ha richiesto che gli studi congiunti dei tre governi vengano conclusi entro la fine dell’anno, in modo da poter avviare i negoziati per l’istituzione dell’area commerciale già il prossimo anno.
L’interesse per la conclusione dei lavori potrebbe essere stato provocato dal recente intervento degli Stati Uniti in Australia per intensificare il ruolo della potenza economica nella regione Asia-Pacifico e per creare un’area di libero scambio Transpacifico, senza aver interpellato la Cina. Tuttavia, gli USA hanno dichiarato di voler garantire la libertà di navigazione e degli scambi commerciali nel Mare del Sud della Cina e di voler rimanere neutrali rispetto alle dispute che coinvolgono il Dragone e i Paesi vicini.
Nonostante queste voci, comunque, Stati Uniti e Cina si sono confrontati più volte in occasione del sesto vertice dell’Asia orientale a Bali, confermando la reciproca intenzione di cooperare tra loro in modo costruttivo.