Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

venerdì 28 gennaio 2011

Opportunità professionali in Cina

Sempre più giovani occidentali, negli ultimi anni, scelgono di andare a lavorare nei Paesi emergenti: la Cina si presenta come uno dei mercati professionali più favorevoli e ricchi di opportunità in numerosi ambiti.

Il mercato del lavoro in Cina si rivela particolarmente vivace e promettente, in virtù anche della felice congiuntura economica che il Paese sta attraversando. Si aprono così le porte a chi desidera fare esperienza e carriera nella Repubblica Popolare, mercato particolarmente favorevole per i giovani e per la crescita professionale.
Approdare in Cina per lavorare richiede, naturalmente, alcuni requisiti fondamentali. In primo piano, le conoscenze linguistiche: l’inglese è ancora il principale passepartout ovunque, ma sono sempre più apprezzati e richiesti gli stranieri che conoscano il mandarino e la cultura locale, per poter instaurare rapporti commerciali solidi. Di notevole interesse, però, sono le conoscenze economiche, giuridiche e di marketing. Molte sono, infatti, le figure professionali particolarmente richieste in Cina e gli ambiti di inserimento. In campo finanziario, ad esempio, si spazia dalla consulenza, alle vendite e marketing, gestione di risorse umane, analisi finanziaria, contabilità, Venture Capital, Private Equity e supporto manageriale. Notevole anche il comparto moda, dove si richiedono figure di supporto per collaborare con designer cinesi o da inserire nelle riviste di settore. Anche l’ambito della ristorazione offre buone opportunità, così come il campo dell’ingegneria e dell’Information Technology. A ciò si aggiungono il settore giuridico, con necessità di specialisti per la consulenza legale e contrattuale, quello del giornalismo e della comunicazione, soprattutto in campo pubblicitario. Visto il crescente sviluppo delle fonti rinnovabili e l’interesse della Cina nei confronti della tutela dell’ambiente, risultano particolarmente ambiti gli esperti di energie alternative, nonché chi opera nei centri di ricerca e organizzazioni non governative.
L’inserimento lavorativo nella Repubblica Popolare è agevolato, negli ultimi anni, dall’offerta di programmi specifici per l’apprendimento della lingua cinese e possibilità di internship aziendale nelle città cinesi più dinamiche, come Pechino, Shanghai, Dalian, Xi’an e Qingdao. Numerose sono le agenzie italiane che offrono programmi ed esperienze lavorative in Cina in diversi settori, nonché servizi di formazione e consulenza professionale.

giovedì 27 gennaio 2011

La crescita economica cinese incrementa la classe dei ricchi

I dati economici della Cina, i successi imprenditoriali e la crescita della classe più ricca confermano che la Cina rimane il luogo più ambito per investire ed avere successo.

La Repubblica Popolare Cinese, ormai, sembra inarrestabile: da oltre 30 anni la sua economia cresce ad un ritmo medio del 10% del PIL, confermato anche per l’anno appena concluso. La ricchezza del Paese ha effetti inevitabili sulla società, sia da un punto di vista culturale che materiale. La popolazione cinese, infatti, vive con aspettative decisamente rosee e gode di un benessere economico destinato ad aumentare anche nei prossimi anni. Lo confermano, d’altronde, i dati statistici ufficiali: oggi in Asia ci sono tanti ricchi quanto in Europa e si parla di tre milioni di persone in tutto il continente che possiedono beni per più di un milione di dollari, un target decisamente appetibile per le aziende occidentali.
L’ottimismo e la fiducia con cui si affronta il futuro permette, inoltre, di fare qualche passo rischioso, motivo per cui negli ultimi decenni sono stati numerosi i cinesi che si sono improvvisati imprenditori e hanno ottenuto grandi successi. Con lo sviluppo economico alcuni settori sono cresciuti del 20-30% e alcune aziende anche del 50 e 80%; la quota cinese nella produzione mondiale oggi si attesta al 14%, quasi triplicata rispetto a 30 anni fa. In questo modo la Cina continua ad essere una delle mete privilegiate anche per gli investitori stranieri: ancora oggi è in Asia che le multinazionali riescono a moltiplicare i propri investimenti e solo nel 2010 in Cina sono arrivati 105 miliardi di dollari in investimenti dall’estero.
Se il benessere è visibile nelle grandi metropoli, in quanto la ricchezza delle persone agiate viene particolarmente ostentata, deve però confrontarsi con gli evidenti disagi che la prosperità economica inevitabilmente provoca, come il traffico delle città, che è ormai invivibile, e i prezzi degli appartamenti, che salgono alle stelle.

mercoledì 26 gennaio 2011

La grande festa del Capodanno cinese

Si avvicina la festa più importante dell’anno per la Cina: il Capodanno. Per 15 giorni le fabbriche resteranno chiuse e le banche saranno sommerse dalle richieste di liquidità.

Sono iniziati i preparativi per la festività più importante dell’anno in Cina, ovvero il Capodanno o Festa della Primavera, evento che comincerà il prossimo 3 febbraio, per proseguire con due settimane di celebrazioni. Il Capodanno cinese è uno dei momenti in cui si rispolverano le antiche tradizioni cinesi: si tratta di una giornata simbolo di rinascita in cui è uso comune eliminare tutto ciò che è vecchio e ricoprirsi di oggetti nuovi per ostentare ricchezza. L’intero Paese sarà in festa con tanto di fuochi d’artificio, musica, canti, la danza del Leone e del Dragone e l’immancabile processione delle Lanterne. I festeggiamenti, infatti, si concluderanno il 18 febbraio con la celebre Festa delle Lanterne.
La lunga pausa che coinvolgerà la Cina avrà importanti effetti sull’economia del Dragone, ma anche dei Paesi partner. Durante i 15 giorni di festa, infatti, tutte le fabbriche rimarranno chiuse, operai e contadini torneranno, chi dalle grandi città e chi dall’estero, ai propri villaggi per restare con la famiglia. Si calcola che circa 200 milioni di cinesi si metteranno in viaggio per fare rientro a casa, con conseguente incremento del traffico aereo, ferroviario e stradale. Chi teme maggiormente le ricadute delle celebrazioni sono i grandi distributori americani, i quali sanno che ci verificheranno ritardi nelle forniture dalla Cina e che resteranno a lungo privi della manodopera cinese, tornata in patria per la ricorrenza.
Tuttavia, le difficoltà maggiori saranno per le banche cinesi: durante le vacanze del Capodanno, infatti, i prelievi e le richieste di liquidità da parte dei cinesi aumentano esponenzialmente. Per questo motivo, i principali istituti bancari stanno già prendendo le misure necessarie: le banche concederanno un tasso record del 5,9% sui depositi a sei mesi, mentre la Banca Centrale ha sospeso la vendita dei titoli sul mercato per la seconda settimana e la People’s Bank of China ha riacquistato titoli, per la seconda volta nei giorni scorsi, per aumentare la circolazione di moneta.

martedì 25 gennaio 2011

Eni firma un accordo con Petrochina

Il gigante italiano dell’energia Eni firma un’intesa con Petrochina per sviluppare nella Repubblica Popolare Cinese una nuova strategia basata sullo shale gas e per potenziare la propria presenza in Africa.

Il colosso del gas italiano Eni ha recentemente siglato un memorandum con Cncp-Petrochina, leader mondiale degli idrocarburi nonché la maggiore società petrolifera quotata al mondo, per rafforzare le potenzialità di business del settore in Cina. La Repubblica Popolare, infatti, offre interessanti opportunità in questo ambito, sia a livello di mercato che di upstream. Il mercato cinese del gas, d’altronde, è destinato a crescere enormemente nei prossimi anni: oggi nel Paese asiatico solo il 3% dei consumi energetici (per lo più concentrati nell’elettrico) è rappresentato dal gas, addirittura meno dell’Italia; tuttavia, la Cina si è prefissata di ridurre del 40% le emissioni di CO2 entro il 2020 e sarà quindi costretta a cercare nuove fonti di energia alternative al carbone.
Eni, quindi, che è presente nel Mar Cinese Meridionale sin dal 1984, mira a divenire nei prossimi anni uno dei principali fornitori di gas del Dragone grazie alla collaborazione con le società locali del settore, che le permetteranno di inserirsi nel mercato, nonostante la Repubblica Popolare prediligerà il gas domestico. Per il prossimo futuro, però, la società italiana punterà sullo shale gas, ovvero gas contenuto in alcune pietre porose, fornendo l’esperienza maturata nel campo in Nord America.
Tramite l’accordo, inoltre, il gigante italiano si impegnerà a livello economico, di ricerca e tecnologia nell’estrazione del gas non convenzionale e otterrà la partnership con la Cina per l’avvio di una serie di operazioni negli idrocarburi convenzionali e non convenzionali in Africa, dove Eni è già ben radicato. La Cina è già presente diffusamente nel Continente nero e si rivela quindi un prezioso collaboratore per la ricerca di nuove risorse nel territorio africano. D'altro canto, Eni garantirà ai cinesi l’opportunità di partecipare in alcuni asset italiani.
Nel documento d’intesa le due realtà si impegnano, inoltre, a sviluppare congiuntamente le tecnologie avanzate, grazie alle quali si potranno sfruttare giacimenti lasciati a riposo, focalizzando l’attenzione sull’utilizzo di risorse di olio e gas non convenzionali. Proprio per questo, il memorandum prevede sei mesi di analisi sia sui giacimenti che sulle nuove tecnologie, prima di mettere in pratica l’accordo tra Eni e Petrochina.