Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

lunedì 21 gennaio 2013

Brevetti e rinnovabili. La Cina supera gli USA

Ennesimo primato per la Cina che grazie a oltre 526mila richieste fa del suo ufficio brevetti il primo al mondo superando gli Stati Uniti. E anche gli investimenti in energie rinnovabili volano.

Oltre 526mila richieste. È quanto emerge dagli ultimi dati resi noti dalla World Intellectual Property Prganization, agenzia delle Nazioni Unite che monitora la proprietà intellettuale, relativamente alle richieste depositate all’ufficio brevetti della Repubblica Popolare Cinese nel 2011. Ciò ha confermato il sorpasso storico operato della Cina nei confronti degli Stati Uniti (503 mila).
E l’Europa? Appena il 6,7% delle richieste di brevetto mondiali per lo European Patent Office, con un punto in meno registrato rispetto al 2008.
Ad eccezione del secondo posto degli Stati Uniti, il dominio dell’Asia è evidente; Cina, Giappone e Corea, senza dimenticare la crescita dell'India. Per l'Italia, invece, il bilancio è magro, con 9.721 richieste depositate nel 2011 presso l'Ufficio nazionale, con lievi miglioramenti per i brevetti depositati secondo l'accordo internazionale Pct (Patent Cooperation Treaty).
Oltre a questo, è notizia di ieri che la Cina ha operato un nuovo sorpasso nei confronti degli americani anche sul piano delle energie rinnovabili, divenendo il più grande investitore mondiale.

giovedì 17 gennaio 2013

Italia e Hong Kong contro le doppie imposizioni

Lo scorso 14 gennaio, il Ministro dell'Economia e delle Finanze, prof. Vittorio Grilli, ha firmato la Convenzione contro le doppie imposizioni tra l'Italia e Hong Kong. Lo riferisce un comunicato stampa del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Una volta ratificata questa convenzione, che si aggiunge alle circa 90 convenzioni già in vigore stipulate dall'Italia, permetterà di intensificare i rapporti economici tra i due paesi secondo i più aggiornati standard dell'OCSE 2010. In genere infatti, le Convenzioni stipulate dall’Italia con i Paesi esteri seguono questo modello.
In particolare, la nuova convenzione ha una duplice funzione: evitando la doppia imposizione dei redditi transfrontalieri fornirà un significativo impulso alle imprese del Made in Italy operanti in Asia e, quale efficace mezzo di contrasto alla evasione fiscale, consentirà all'amministrazione fiscale italiana di ottenere le informazioni, anche di natura bancaria, sui contribuenti operativi ad Hong Kong. Quest’ultima, è bene precisare, ad oggi rientra nella Black List ai fini dell'applicazione dell'art. 2, comma 2-bis del testo unico delle imposte sui redditi (D.M. 04.05.1999 così come modificato dal D.M. 27 luglio 2010) e rientra nella Black List ai fini dell'applicazione dell'art. 167 del testo unico delle imposte sui redditi (D.M. 21 novembre 2001, così come modificata dal D.M. 27 luglio 2010);
Tuttavia, non è da escludere in un prossimo periodo la possibilità che la regione amministrativa speciale della Repubblica Popolare Cinese, possa presto essere tolta dalle liste contenenti i paradisi fiscali.

martedì 15 gennaio 2013

Borsa Cina: aumenta il limite degli investimenti stranieri

La Cina punta ad aumentare, di almeno 10 volte, il limite autorizzato degli investimenti esteri su azioni, obbligazioni e depositi bancari nazionali, attualmente fissato a 80 miliardi di dollari.

Nella giornata di ieri, il presidente della China Securities Regulatory Commission, Guo Shuqing, è intervenuto al Financial Forum di Hong Kong analizzando la situazione degli investimenti stranieri sul mercato azionario cinese e portando alcune novità.
La Cina è infatti intenzionata ad incrementare, di almeno 10 volte, il limite autorizzato degli investimenti esteri su azioni, obbligazioni e depositi bancari nazionali, attualmente fissato a 80 miliardi di dollari. Questo limite era già stato aumentato lo scorso aprile dalla quota di 30 miliardi.
Da non dimenticare poi che nel luglio del 2012 era stata alzata la quota massima di possesso azionario nel capitale di una società quotata passando dal 20% al 30%.
Sono due al momento i programmi che permettono agli operatori stranieri di poter investire sui mercati cinesi: il Qfii (investitori istituzionali stranieri qualificati) e il piano Rqfii (rmb investitori istituzionali stranieri qualificati), istituito quest'ultimo nel 2011 con una quota iniziale di 20 miliardi di yuan (oltre 2 miliardi di euro) e cresciuto a 70 miliardi di yuan lo scorso anno.
Guo Shuqing ha infine aggiunto che il Paese è intenzionato a proseguire nell'internazionalizzazione dello yuan puntando sugli investimenti dei cinesi all’estero.

venerdì 11 gennaio 2013

Aumentano le opportunità di investimento nello Jiangxi

La provincia di Jiangxi, nel periodo gennaio-settembre 2012, ha approvato la costituzione di 548 imprese a capitale straniero: questo numero è in calo del 3,5% rispetto al 2011 ma il capitale realmente investito ha registrato un incremento del 12,9% rispetto all’anno precedente.

Jiangxi, provincia della Repubblica Popolare Cinese del sud-est del paese, dotata di 11 comuni rappresenta per le imprese a capitale straniero un’opportunità di investimento.
Dotata di abbondanti risorse naturali, la provincia è terza nella classifica nazionale dei prezzi più bassi in termini immobiliari (1,25 RMB/mq, con rimborsi da parte del governo locale).
Lo scorso anno le industrie principali della provincia sono state la chimica, la metallurgia, l’automobilistico, il settore alimentare, e le industrie farmaceutiche.
Vittima dei salari e del lavoro, l'economia della provincia si trova ora in una bassa fascia della catena del valore, avendo altre provincie, come Guangdong o Zhejiang, attirato manodopera qualificata grazie proprio a salari maggiori.
Il governo locale ha stanziato numerose norme in materia di imposizione fiscale per incentivare gli investimenti ed ha in programma di aumentare le infrastrutture e di sviluppare nuovi  progetti energetici, compreso quello nucleare.
Nel periodo gennaio-settembre 2012, Jiangxi ha acconsentito la costituzione di 548 imprese a capitale straniero. Un numero in calo del 3,5% rispetto al 2011, ma che di fatto ha visto registrare un aumento del 12,9% relativo al capitale realmente investito (5.101 milioni di dollari).