Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

mercoledì 11 luglio 2012

Magneti Marelli apre stabilimento a Changsha

L’azienda di Corbetta ha ufficialmente avviato un nuovo stabilimento a Changsha dove realizzerà sistemi di scarico destinati alla GAC Fiat.

Contemporaneamente all’inaugurazione del nuovo stabilimento GAC Fiat è stato avviato un nuovo impianto della Magneti Marelli a Changsha. Il nuovo sito, che sorge proprio nel parco fornitori di GAC Fiat occupa un'area di 21mila metri quadrati e avrà un organico di oltre 200 persone in grado di produrre fino a 300mila sistemi l'anno.
A Chansha verranno prodotti sistemi completi di scarico sulla base del consolidato know how di Magneti Marelli nel settore, che in Cina ha già costituito dal 2000 una base produttiva a Shanghai per servire i clienti locali.
Queste le parole di Eugenio Razelli, CEO di Magneti Marelli: "Siamo lieti di contribuire all'avvio dell'iniziativa industriale della JV GAC Fiat in Cina con un moderno sito produttivo che allarga ulteriormente la nostra presenza in Cina, in un settore rilevante per l'automotive. Anche in questa iniziativa portiamo il nostro know-how ed esperienza maturati sul mercato cinese dal 1996, attraverso crescita costante nel business, nei settori di presenza e nell'offerta di tecnologie evolute, mirate al mercato locale".

martedì 10 luglio 2012

In giugno cresce l'export

Secondo i dati delle Dogane cinesi lo scorso mese si è registrato un aumento dell’11,3% annuo per quanto riguarda l’export con un +42,9% per l’eccedenza commerciale.

La Bilancia Commerciale cinese ha fatto registrare a giugno un surplus di 31,73 miliardi di dollari, dato superiore alle attese degli esperti che prevedevano il raggiungimento di 24 miliardi. I motivi di questo “successo” sono però da leggere nella crescita più lenta fatta registrare dall'import. Se infatti le esportazioni sono cresciute dell'11,3% su base annuale, le importazioni sono salite di un modesto 6,7% ben inferiore alle attese pari a +11%. Nel complesso le esportazioni cinesi in giugno sono ammontate a 180,21 miliardi di dollari, portando il saldo del primo semestre a 954,38 miliardi: (+9,2% in più rispetto al 2011). Nei primi sei mesi dell’anno le importazioni della Cina hanno raggiunto gli 885,46 miliardi.
Questo ultimo dato, considerate dunque le previsioni ben più rosee, mostra un preoccupante rallentamento dell'economia, fattore che sta di fatto innervosendo i mercati azionari asiatici.

lunedì 9 luglio 2012

Inflazione cinese ai minimi

In Cina l’inflazione ha subito un calo al 2.2%. Il Premier Wen Jiabao fa sapere: l’economia è a rischio, c’è bisogno di intervenire per stimolare e far ripartire il Paese.

L'inflazione cinese a giugno è calata al 2,2% su base annua, con meno tre punti percentuali rispetto al mese di maggio e il peggior valore rilevato negli ultimi 29 mesi.
Il dato, che per l'intero primo semestre si attesta al 3,3%, da una parte è inferiore al tetto massimo fissato dal Governo (4%), dall'altro dimostra che la crescita dell’economia sta attraversando un periodo di rallentamento. Su base mensile (cioè rispetto a maggio), l'inflazione di giugno è addirittura calata dello 0,6%.
Dopo il taglio di interessi della scorsa settimana da parte della Banca Centrale Cinese, il Premier Wen Jiabao ha detto che il governo cercherà di adottare nuove misure, mirate ad aumentare gli investimenti nel settore pubblico al fine di stabilizzare l’economia.
"Il momentum dell’economia del nostro paese è, in generale, stabile al momento, ma per evitare il down è necessario intensificare tutte le misure preventive" ha detto il Premier cinese, sottolineando come il governo si impegnerà a fornire "maggiori investimenti nel settore pubblico, durante i prossimi mesi".

venerdì 6 luglio 2012

Cina: calano i prestiti bancari

Un ulteriore segnale del rallentamento dell’economia cinese.

Secondo i dati pubblicati da Caixin Online, autorevole gruppo di informazione economica, le quattro grandi banche del Dragone (Bank of China, Industrial and Commercial Bank of China, China Constraction Bank e Agricultural Bank of China)  hanno ridotto i prestiti nel mese di giugno: 190 miliardi di yuan (circa 23 miliardi di euro) contro i 250 miliardi erogati nel mese precedente (pari a 31 miliardi di euro).
Segnali di inceppamento della macchina  del credito cinese erano apparsi già ad inizio anno ma ora la situazione è diversa. Se infatti nei mesi scorsi il calo dei nuovi prestiti era pilotato dal governo, desideroso di porre un freno al boom dei prestiti facili del biennio 2009-2011 e tagliare così l’inflazione, adesso sono le aziende che, a causa degli scarsi profitti e dell’elevato costo del capitale, usano maggiore prudenza.
La riduzione dei prestiti bancari, la prima dal 2008, costituisce un preoccupante sintomo dell’affanno dell’economia cinese che è cresciuta nel primo trimestre del 2012, solo dell’ 8,1%, registrando il più timido aumento di PIL degli ultimi 3 anni.