Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

mercoledì 16 maggio 2012

Riforme “di sistema”

Dopo la caduta di Bo Xilai, in Cina ha ripreso vigore il processo di trasformazione: il Dragone guarda a un nuovo corso, focalizzato su diritti dei singoli e limiti al potere.

Il Quotidiano del Popolo ha di recente pubblicato una serie di articoli inerenti le riforme politiche da attuare in Cina, dai quali emergono le priorità di Pechino: la limitazione del potere del governo e la protezione dei diritti delle persone, compreso il diritto di esercitare un controllo sull'attività di governo. Secondo il Quotidiano del Popolo, il potere e i diritti, sarebbero “due facce della stessa medaglia, ovvero la politica democratica”; limitare il potere e incentivare la tutela dei diritti della persone, consentirà ai cittadini di diventare finalmente “padroni dello Stato: la limitazione del potere è il punto di partenza e la fine della ristrutturazione del sistema politico”.
Secondo gli analisti, questi articoli e queste riflessioni sulla necessità di riforme politiche non sono casuali: costituirebbero piuttosto una presa di posizione, la conferma che il partito, dopo la tempesta politica provocata dalla caduta di Bo Xilai, potrebbe essere arrivato finalmente a un consenso.
Come ha riportato il South China Morning Post,  “il termine riforma è stato spesso usato per riferirsi esclusivamente alla ristrutturazione all'interno delle istituzioni del governo o allo snellimento della burocrazia”, mentre ora comincia ad essere utilizzato in riferimento a cambiamenti “di sistema”.

martedì 15 maggio 2012

Emissioni aerei: Cina “indisciplinata”

Uno degli obblighi del sistema Ue prevede che le compagnie aeree comunichino i dati sulle emissioni prodotte: tra dieci vettori che non hanno ancora provveduto otto sono cinesi.

Proseguono i negoziati nell'ambito dell'organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao), al fine di raggiungere un accordo globale per ridurre le emissioni di CO2 prodotte dal settore. Tuttavia, Cina e India non si attengono alle regole europee che impongono alle compagnie aeree attive nell'Unione una tassa sulle emissioni di CO2. Oggi a Bruxelles, il commissario Ue al Clima, Connie Hedegaard, ha infatti dichiarato che tra le dieci compagnie che non hanno ancora comunicato i dati relativi alle emissioni prodotte, otto sono cinesi e due indiane: “Le compagnie cinesi e indiane sono l'unica eccezione e rappresentano meno del 3% delle emissioni totali” di gas serra prodotte dai voli da e per l'Ue, mentre “le compagnie degli altri paesi hanno già fatto rapporto entro il 31 marzo, incluse quelle di Usa, Canada, Russia, Brasile, Messico, Sudafrica, Giappone, Qatar, Arabia saudita ed Emirati Arabi Uniti”.
La commissaria ha poi affermato che, in caso di omessa comunicazione entro la nuova scadenza (giugno), “spetta ai singoli stati membri decidere se dare accesso alle compagnie aeree ed eventualmente applicare sanzioni, che variano da paese a paese”.
Gli analisti della Deutsche Bank ritengono che non ci saranno penalizzazioni, almeno in un primo momento, mentre una maggiore severità potrebbe scattare dal prossimo anno; la Germania, in particolare, starebbe pensando di aggirare il problema offrendo alle due compagnie aeree cinesi che operano sul suo territorio un pacchetto di permessi di emissione a sua disposizione.

lunedì 14 maggio 2012

Pechino, Seoul e Tokyo: zona di libero scambio

I leader di Cina, Sudcorea e Giappone hanno deciso di iniziare i negoziati per la creazione di una zona di libero scambio fra i tre Paesi.

Il commercio fra Cina, Sudcorea e Giappone è passato dai 130 miliardi di dollari Usa segnati nel 1999, ai 690 miliardi registrati l’anno scorso. Ora, i leader dei tre Paesi hanno deciso di iniziare i negoziati per una zona di libero scambio, per “scatenare la vitalità economica della regione e dare una forte spinta all'integrazione economica dell'Asia dell'Est”, come ha dichiarato Wen Jiabao. Quest’ultimo, l'omologo giapponese Yoshihiko Noda, e il presidente coreano Lee Myung Bak hanno firmato un accordo trilaterale per investimenti reciproci, che dovrebbe rendere “la regione Asia-Pacifico il centro della crescita del mondo”, come ha affermato Noda.
L'idea di una zona di libero mercato, che metterebbe insieme un mercato di oltre 1,5 miliardi di persone, si è imposta a causa della crisi economica europea e Usa, delle politiche protezionistiche adottate da alcuni Paesi e per i molti “elementi instabili” che dureranno a lungo. Secondo la Xinhua, tale accordo farebbe crescere il Pil cinese del 3%, quello coreano del 3,1% e dello 0,5% quello giapponese.

venerdì 11 maggio 2012

L’import-export cinese è in calo

Il mese scorso le importazioni e le esportazioni cinesi sono rallentate e nel Paese cala anche la domanda interna.

A causa dell'abbassamento della domanda interna e della crisi europea, continuano a rallentare le importazioni e le esportazioni cinesi e secondo gli esperti il 2012 sarà uno degli anni più negativi per la Cina. I dati relativi allo scorso aprile mostrano che le esportazioni sono cresciute del 4,9%, rispetto a una crescita media annuale dell'8,5 e dell'8,9 nel mese di marzo, mentre le importazioni sono cresciute solo dello 0,3% rispetto al 5,3 segnato nel mese di marzo e all'11% previsto.
Il calo dell’import-export è dovuto, in primo luogo, alla caduta della domanda interna, ma è diminuita anche la domanda dall'estero, sui cui si è sempre appoggiato il modello economico cinese: alla Fiera di Canton, l’appuntamento semestrale per il commercio conclusosi lo scorso il 5 maggio, gli ordini di esportazioni sono scesi del 2,3% rispetto all’ultima edizione.