Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

martedì 7 febbraio 2012

In Cina rallenta la produzione

L'aumento della produzione industriale della Cina potrebbe rallentare a causa delle incertezze economiche globali.

Il Nikkei scende dello 0,13%, l'S&P/Asx perde lo 0,5%, sulla parità l'Hsi a Hong Kong e il Composite Shanghai scende dell'1,9%. Il calo delle azioni cinesi si spiega alla luce dell’apparente assenza di misure da parte del governo: per ora non c’è stato alcun taglio interesse per ammorbidire il rallentamento dell'economia.
Il ministro cinese dell'Industria e dell'Information technology, Zhu Hongren, ha dichiarato che l’aumento della produzione industriale della Cina nel primo trimestre potrebbe rallentare a causa di incertezze economiche globali; si stima che la crescita della produzione industriale questo anno sarà di circa l'11%, contro il 13,9% del 2011.

lunedì 6 febbraio 2012

“Guerra degli aerei” tra Pechino e Ue

La Cina non intende attenersi allo Schema di emissioni aeree Ue, che prevede una limitazione del diossido di carbonio negli aeroporti continentali.

Oggi il governo cinese ha impedito alle compagnie aeree nazionali di aderire allo Schema di emissioni aeree messo in atto lo scorso 1° febbraio dall’Unione Europea, che prevede una forte riduzione nell’emissione di gas nocivi per l’ambiente. Il testo prevede, inoltre, il pagamento di una multa di 100 euro per ogni tonnellata di diossido di carbonio emessa al di fuori dei parametri dello Schema.
Un dirigente anonimo dell’aviazione civile cinese ha dichiarato questa mattina all’agenzia di stampa del regime (Xinhua), che “la Cina spera che l’Europa agisca in uno spettro di azione più ampio per combattere il cambiamento climatico e migliorare i rapporti sino-europei. Da parte nostra, considereremo ogni misura necessaria a difendere i consumatori cinesi e lo sviluppo dell’industria”.
I leader di Cina e Ue si confronteranno in occasione del summit bilaterale della prossima settimana. Il Vecchio Continente spera negli investimenti cinesi per uscire dalla recessione, da parte sua Pechino ha dichiarato di “voler aiutare” ma si è mantenuta vaga circa le modalità: gli esperti ritengono che Pechino stia strumentalizzando il trattato commerciale, considerato come “un’ingiusta barriera commerciale, tesa a limitare l’ingresso delle compagnie aeree cinesi in altri mercati”.

venerdì 3 febbraio 2012

Aiuti all’Europa dalla Cina?

Il Premier cinese Wen Jiabao promette ad Angela Merkel di sostenere il fondo europeo di stabilità.

L’Europa rappresenta il mercato più vasto dell’export cinese: proprio al fine di risolvere la crisi del debito europeo, il Premier cinese Wen Jiabao ha promesso ad Angel Merkel, in visita nel Paese, un possibile sostegno da parte della Cina al fondo europeo di stabilità, dichiarando a tal proposito “La Cina sta considerando un maggiore coinvolgimento nel risolvere la crisi del debito dell’Europa”, anche se non è stato precisato attraverso quali strumenti il gigante asiatico potrebbe intervenire al fine di sostenere il meccanismo europeo per la stabilità e il fondo finanziario di stabilità.
I 3.200 miliardi di dollari, ovvero le riserve di valuta straniera della Cina, sono considerati come una possibile fonte per risolvere le difficoltà presentate dalle economie europee, schiacciate dai debiti sovrani. Allo stesso tempo l’intervento della Cina gioverebbe al Paese stesso visto che nell’ultimo anno le esportazioni verso l’Unione Europea e gli Stati Uniti si sono ridotte: come ha sottolineato il Premier cinese risolvere la crisi del debito europeo è “urgente e importante” e , dal momento in cui l’Europa rappresenta il maggiore mercato per l’export del Dragone, un Euro stabile potrebbe avere “un grande impatto” sulla stessa Cina.

giovedì 2 febbraio 2012

Il mercato dell’auto in Cina

Il mercato automobilistico cinese comincia a risentire del clima di recessione: Pechino interrompe le misure di sostegno per i costruttori stranieri per favorire i costruttori nazionali.

Il mercato dell’auto cinese, grazie all'acquisizione di tecnologie dai mercati “maturi” e alla realizzazione di joint ventures con le case automobilistiche internazionali “localizzate” in Cina, ha registrato una crescita esponenziale, come è avvenuto in passato con le case giapponesi negli Stati Uniti e in Europa.
Negli ultimi anni, caratterizzati dall'avvio di una motorizzazione di massa di grandissima portata numerica, il mercato dell’auto cinese è divenuto una realtà trainante dell'economia internazionale; anch’esso, tuttavia, comincia a risentire della crisi, che oggi ne rallenta la crescita: se nel 2009 aveva raggiunto un incremento del 46% e del 32% nel 2010, lo scorso hanno ha registrato solo un 2,5%.
Dopo la fase di boom, il mondo automobilistico cinese si è evoluto: i cinesi oggi non vogliono più vetture “di seconda scelta”, ma cercano le stesse automobili vendute nel resto del mondo e conosciute attraverso i media, come l'automobile tedesca, relativamente ai i marchi di lusso, o quella giapponese per le vetture più popolari.
Per favorire le case automobilistiche nazionali, il governo cinese ha deciso di eliminare il sostegno alle importazioni, che consisteva nella riduzione dei diritti doganali, ai danni delle case automobilistiche straniere. Queste ultime potranno superare le difficoltà causate dalle misure improntate al protezionismo del Dragone, puntando sulla qualità, sulla riconoscibilità e sull’immagine di loro marchi. Tuttavia, qualora il prodotto cinese dovesse evolversi e “maturare”, avvicinandosi maggiormente anche alle esigenze di un’utenza diversa da quella del mercato interno, non è escluso che in futuro certe case cinesi non possano spodestare case automobilistiche straniere, diventando leader in alcuni settori, in particolare nel “low-cost”, sempre più in crescita nel generale clima di recessione economica.