Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

venerdì 3 settembre 2010

Nuova proposta di legge per il contratto collettivo: le autorità cinesi verso la riduzione dei conflitti tra imprese e operai

A Shenzhen, nel Guandong, sono state proposte nuove norme per i contratti di lavoro, al fine di evitare il sorgere di conflitti. In seguito a mesi di scioperi e manifestazioni di dissenso da parte dei lavoratori cinesi in campo industriale, si annunciano, dopo la decisione di aumentare il salario minimo in 30 municipalità, ulteriori cambiamenti. Questa volta al centro dell’attenzione è la Zona Economica Speciale di Shenzhen, sede di ingenti investimenti stranieri e importante centro manifatturiero. Le autorità locali, infatti, hanno emanato una proposta di legge che prevede una contrattazione annuale sul contratto collettivo oltre ad una serie di procedimenti per la negoziazione periodica degli aumenti di salario. Se, infatti, le aziende straniere hanno reagito alle manifestazioni operaie con tolleranza e andando incontro ai lavoratori, le imprese cinesi non hanno fatto altrettanto adottando, invece, misure repressive. Per questo, si rendono necessarie normative che ristabiliscano l’equilibrio tra aziende e operai. Oltre a Shenzhen, sembra che procedure simili si stiano mettendo in pratica anche a Shanghai, Tianjin e Xiamen.
E’ importante che anche le aziende italiane presenti sul territorio cinese siano al corrente di queste nuove norme e inizino a vedere il lavoratore cinese non più come risorsa a basso costo; difatti, nel giro di pochi anni il benessere ed il processo di democratizzazione nel paese potrebbero espandersi in modo esponenziale e ciò significherà che la popolazione cinese sarà sempre meno disposta ad essere “sfruttata”.

giovedì 2 settembre 2010

In aumento le operazioni commerciali in yuan

Numerose banche internazionali, tra cui Hsbc e Standard Charter, stanno iniziando ad incentivare l’utilizzo dello yuan al posto del dollaro nelle operazioni commerciali delle aziende straniere che commerciano con la Cina. Questa tendenza rientra nel progressivo utilizzo della valuta cinese nell’ambito commerciale, inizialmente esteso solo ai paesi asiatici, ma oggi in continuo aumento, tanto che sempre più imprese cinesi richiedono ai partner stranieri di accettare il pagamento in yuan e il valore delle attività in valuta cinese è arrivato a 10,4 miliardi di dollari. Perfino due banche statunitensi, la Citigroup e JPMorgan hanno in programma una serie di incontri internazionali per promuovere l’uso dello yuan nelle operazioni commerciali. Se l’intuizione degli istituti bancari è corretta nell’arco di poco tempo il fenomeno si estenderà sempre più a livello internazionale coinvolgendo anche tutte quelle imprese italiane che fanno affari in Cina.

"Rifiuti"? No, opportunità

1 kg di scarti pro capite nelle grandi città, il 70% dei rifiuti solidi totali raccolto (il 60% dei quali non viene trattato prima dello smaltimento), un investimento governativo di 4.5 miliardi USD negli ultimi cinque anni e 244.8 milioni di tonnellate di rifiuti destinati al riciclo stimati per il 2013 con una crescita composita del 9,1% annuo.
Ecco alcuni numeri del "business della spazzatura", che per quanto poco sfruttato potrebbe offrire grandi prospettive alle piccole e medie imprese d'Occidente. L'industria è, infatti, animata da PMI locali che spesso e volentieri non hanno il capitale e le competenze per farla progredire in maniera sostanziale e si scontrano con difficoltà di implementazione dei processi. Questo è vero specie nella fase di raccolta, che è tutt'ora basata in larga parte su un mercato informale costituito da persone interessate a vendere al peso ciò che hanno meticolosamente sottratto alle strade.
L'expertise e le tecnologie più avanzate nello smaltimento si presentano come un investimento di valore nel lungo periodo, tenendo conto della crescita dei consumi che sostiene la crescita dei rifiuti. Il riciclaggio di carta e plastica, che costituiscono un quinto del totale dei rifiuti urbani nei centri di prima fascia, inoltre, è stato lasciato quasi completamente scoperto dalle imprese di casa creando i margini per grandi opportunità per gli imprenditori stranieri.
Monitorare. E agire.

A cura di Marta Caccamo

mercoledì 1 settembre 2010

Opportunità di lavoro in Cina: si cercano manager qualificati

Il governo cinese ha pubblicato una serie di bandi su giornali cinesi e portali internet in lingua inglese per l'assunzione di personale in un centinaio di imprese pubbliche.
La Repubblica Popolare Cinese, infatti, offre a cittadini cinesi ma anche stranieri importanti posti di lavoro nelle aziende più prospere del paese (alcune rientrano nella classifica Fortune 500). Si tratta di una possibilità per manager altamente qualificati, tra cui general manager, in aziende del settore nucleare, automobilistico e tessile. Tra le abilità richieste vi è la padronanza della lingua inglese e francese, inoltre i neo-assunti avranno l'obiettivo di innovare e sviluppare le società statali in questione.
Si tratta dell'ennesima dimostrazione di quanto le autorità di Pechino prendano a cuore le società statali del paese; basta pensare che gli investimenti governativi nel settore statale sono in continuo aumento: per sostenere la crescita nel periodo di crisi economica il governo ha stanziato circa 588 miliardi di dollari. Per i talenti e imprenditori italiani, quindi, questa potrebbe rappresentare un buona occasione per una carriera internazionale in una delle potenze economiche mondiali.