Le principali notizie e informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica e politica relative alla Cina

martedì 6 aprile 2010

La Cina è il primo partner commerciale dell’Iran

L’Iran è considerato da molti paesi un partner e un interlocutore scomodo a causa delle sue posizioni sul nucleare. Washington cerca l’appoggio di Russia e Cina - che hanno diritto di veto all’interno del Consiglio di Sicurezza - relativamente alle sanzioni atte a frenare il programma nucleare iraniano. Per Pechino, però, gli affari sono prioritari, e il dibattito sulle attività nucleari iraniane non ha certo dissuaso la Cina dall’intrattenere rapporti commerciali con l’Iran, tant’è vero che la Cina, scalzando la Germania, nel 2009 è diventata il primo partner commerciale di Teharan. Il business tra i due stati è cresciuto in modo impressionante: nel 1995 gli scambi commerciali avevano un valore di 300 milioni di euro, che sono diventati 11 miliardi nel 2006 e 16 miliardi nel 2009. I due Paesi sembrano aver trovato una perfetta sintesi tra domanda e offerta: l’Iran, che controlla alcuni tra i giacimenti di idrocarburi più forniti a livello mondiale, esporta in Cina – Paese che è divenuto il secondo consumatore di petrolio dopo gli Stati Uniti - notevoli quantità di petrolio e gas; mentre dai porti cinesi verso Teheran partono soprattutto container carichi di armi.Mentre il Cremino cerca di prendere le distanze dal potere di Teheran, la Cina si fa sempre più dinamica e aggressiva: con la partita iraniana Pechino sta dimostrando di aver iniziato a sviluppare un’idea di politica internazionale e, attraverso l’alleanza con l’Iran, potrebbe arrivare, da un lato all’area del Golfo Persico e alle risorse energetiche, e, dall’altro, al Caucaso e all’area del Mar Nero, al Mediterraneo e all’Europa.

venerdì 2 aprile 2010

I valori azionari del commercio cinese calano del 35,2% in febbraio

Secondo i dati della People’s Bank ok China il mercato azionario del commercio cinese è calato alla Borsa valori di Shanghai del 35,2% fino a raggiungere 14,2 miliardi di dollari nel mese di febbraio. Uno dei motivi di questa diminuzione è stata la chiusura del mercato dal 13 al 19 febbraio, in occasione della festa cinese più importante, lo Spring Festival. Non è inusuale, infatti, che durante questo periodo festivo il commercio cinese si indebolisca. Normalmente gli investitori o effettuano gli investimenti prima della chiusura oppure attendono i risultati finanziari del primo giorno lavorativo dopo la pausa, fermando così il mercato. Tuttavia il calo di quest’anno è stato più evidente rispetto agli anni scorsi. Nonostante ciò lo Shanghai Composite Index ha registrato un aumento di 110,58 punti nel mese di febbraio, segno che gli investitori ripongono fiducia nella ripresa economica.

Energia: l’industria elettrica cinese rischia gravi perdite

Nonostante la crescita del 9% nei consumi, l’industria elettrica in Cina rischia perdite enormi a causa dell’aumento dei prezzi del carbone registrato all’inizio di quest’anno. Nel 2004, infatti, il governo cinese approvò un meccanismo per cui il carbone fosse strettamente legato ai prezzi dell’elettricità. Di conseguenza, il prezzo dell’elettricità aumenta ogni volta che aumentano i prezzi del carbone. Secondo questo sistema, però, quando il prezzo del carbone cresce oltre il 5%, il governo dovrebbe assestare i prezzi dell’elettricità, ma ciò è accaduto solo due volte. Con questo meccanismo nel mese di febbraio l’industria elettrica ha avuto gravi cali nel mese di febbraio, esponendo le imprese energetiche a molti rischi.
L’energia elettrica ad alimentazione carbonifera rappresenta il 70% della produzione totale di elettricità in Cina, ragione per cui l’aumento dei prezzi rischia di mettere in forte crisi il settore.

giovedì 1 aprile 2010

In marzo è cresciuto il settore manifatturiero cinese

Secondo le statistiche del National Bureau of Statistics, l’indice PMI (Purchasing Manager’s Index) per il settore manifatturiero cinese si è attestato nel mese di marzo al 55,1%, crescendo dell’1,3% rispetto a febbraio. L’indice è comunque sopra il 50% da 13 mesi, in seguito al calo subito tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 dovuto alla crisi mondiale. Una lettura sopra il 50% indica un’economia in espansione, mentre sotto il 50% indica contrazione.
I dati registrati segnano quindi una positiva ripresa economica per il settore manifatturiero; infatti, sia le esportazioni che le vendite nel mercato interno hanno avuto un buon andamento. Si tratta della crescita più veloce registrata dall’aprile 2004, ovvero da quando sono iniziate le rilevazioni. I dati positivi del PMI indicano inoltre la possibilità che la Cina prosegua con la politica di contrazione monetaria, ma conferme ed ulteriori analisi si potranno far con i nuovi e primi dati sul PIL che arriveranno il 15 aprile.