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venerdì 12 novembre 2010

La Cina all’avanguardia per le energie pulite

La Cina è il Paese con la più alta domanda di energia al mondo e, secondo le stime, entro il 2035 verrà triplicata. Il bisogno crescente e la lotta all’inquinamento avviata negli ultimi mesi stanno favorendo programmi e progetti per lo sviluppo delle energie pulite, quali la distribuzione del gas naturale e il mercato di carbonio.
L’emergenza energetica è uno dei temi principali della Repubblica Popolare Cinese: secondo le stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, infatti, la Cina avrà sempre più bisogno di nuovi fonti per soddisfare il fabbisogno crescente della popolazione e dipenderà sempre più dalle importazioni di combustibili fossili, quali: petrolio, carbone e gas. Tuttavia, la richiesta di petrolio si dovrà confrontare con l’imminente riduzione delle risorse e con una domanda mondiale che aumenterà del 18% entro il 2035, metà della quale proverrà dalla Cina. Ciò contribuirà alla crescita dei prezzi del greggio, che potrebbe raggiungere già nel 2015 i 100 dollari a barile.
In aggiunta a ciò, petrolio e carbone comportano anche gravi problemi di inquinamento ambientale.
Per far fronte a queste difficoltà, la Repubblica Popolare sta promuovendo lo sviluppo delle energie pulite, il cui futuro è molto promettente. Pechino è decisa, quindi, a spostare la propria domanda sul gas a scapito di greggio e carbone, ponendosi come obiettivo quello di aumentare il consumo di gas naturale dal 4 al 10%. Il gas non solo è vantaggioso dal punto di vista ecologico ma può contare su enormi volumi dell’offerta, che lasciano i prezzi ancora bassi. L’Asian Development Bank ha messo a disposizione di Pechino, proprio in questi giorni, 200 milioni di dollari per gli investimenti in energie verdi e la distribuzione di gas naturale. Ciò permetterà, quindi, di coprire il fabbisogno dei centri minori nella parte occidentale del Paese.
Ulteriore iniziativa in ambito ambientale è quella della probabile dotazione della Cina di un proprio mercato di emissioni di carbonio entro il 2013. Il Paese asiatico, che è il maggiore produttore di CO2, si doterebbe così di un sistema che permetterebbe la riduzione delle emissioni guadagnando crediti da rivendere. In Europa questo mercato di “Cap and Trade” è già in funzione ed ha contribuito a tagli di CO2 importanti.
Ancora una volta, quindi, si ribadisce che il futuro dell’energia sarà nelle fonti pulite e rinnovabili, di cui si stima una crescita tra il 7 ed il 14% nei prossimi venticinque anni.

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