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lunedì 28 febbraio 2011

La Cina guarda alla crescita con ottimismo ma la fiducia dei suoi consumatori è in calo

Nel nuovo piano quinquennale della Cina è stata concordata una crescita pari al 7%; tuttavia, l’inflazione che ha colpito il Paese e i rincari di alcuni settori fanno diminuire la fiducia dei consumatori cinesi.

Il premier cinese Wen Jiabao è intervenuto, nei giorni scorsi, per annunciare i dettagli del nuovo piano quinquennale 2011-2015 della Repubblica Popolare Cinese. Secondo il documento, il Dragone crescerà nel prossimo lustro del 7% annuo (contro il 7,5% concordato nel piano precedente), attuando, tra l’altro, una riforma dei cambi graduale, che quindi non intacchi il contesto produttivo. Inoltre, il Paese asiatico metterà in pratica una politica volta alla salvaguardia dell’ambiente e interverrà con nuove misure per contrastare l’inflazione, che a gennaio ha fatto lievitare l’indice dei prezzi al consumo del 4,9% rispetto allo stesso mese del 2010.
A questo proposito, il premier ha dichiarato che l’impennata dei prezzi rappresenta la «principale preoccupazione del governo». Infatti, a causa dell’aumento incontrollato del costo dei beni, la fiducia dei consumatori cinesi è in forte calo. Nell’ultimo trimestre 2010, l’indice ha raggiunto il livello più basso dal 2009, scendendo a 100 punti; l’83% dei cinesi pensa che l’innalzamento dei prezzi riguarderà tutto il 2011 e l’85% ritiene che tale fenomeno intaccherà soprattutto i generi alimentari.
Ad incidere sulla fiducia sono, poi, i rincari di alcuni settori chiave dell’economia: l’agroalimentare, in cui il grano, a gennaio, ha visto un rincaro del 10% e la frutta del 30%, e quello immobiliare, dove le tariffe degli immobili nelle grandi città sono cresciuti anche oltre il 60%.
Nonostante la Cina sia ormai la seconda economia mondiale, quindi, sono molti i fronti del Sistema Paese su cui dovrà lavorare per proseguire nella crescita economica e garantire anche agli operatori esteri un clima produttivo stabile.

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