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mercoledì 9 febbraio 2011

La siccità mette a rischio i raccolti cinesi

La siccità che sta colpendo la Repubblica Popolare Cinese ha messo in ginocchio le principali coltivazioni nazionali, con conseguente aumento dei prezzi dei beni alimentari. Se le condizioni meteo non miglioreranno ci saranno ripercussioni sul commercio a livello internazionale.

C’è preoccupazione in Cina per le gravi condizioni metereologiche che stanno colpendo il Paese: la siccità, infatti, sta mettendo a repentaglio i raccolti di grano, granturco e riso del Dragone, con conseguenze negative sui prezzi mondiali, che sono già cresciuti notevolmente. A dare l’allarme è stata, nei giorni scorsi, l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite, il cui timore dichiarato ha già portato i prezzi del frumento al massimo da circa tre anni.
Le aree più colpite dal clima arido al momento sono: la zona intorno a Pechino, le province di Hebei, dello Shangdong, di Henan e Jiangsu. Si parla di circa 5,16 milioni di ettari di terreno agricolo a rischio, di cui circa 150 ettari di piantagioni di grano; inoltre, la siccità ha impedito l’accesso all’acqua potabile a 2,5 milioni di persone e a 2,8 milioni di animali. Le previsioni non sembrano, tra l’altro, promettere grandi cambiamenti: anche per i prossimi giorni non accenna a piovere e, se la situazione non evolverà, c’è il rischio di perdere circa 10 milioni di tonnellate di grano.
L’allarme siccità in Cina può avere ripercussioni a livello mondiale: la Repubblica Popolare, infatti, è il primo produttore di grano al mondo, e ciò l’ha resa finora autosufficiente per il fabbisogno alimentare interno. Se la penuria di cui si parla dovesse concretizzarsi in una carestia, il Paese sarebbe costretto a dare fondo alle proprie riserve, che però, al momento, potrebbero garantire il soddisfacimento solo di metà della domanda interna. Come già segnalato nei giorni scorsi, il Paese asiatico dovrà quindi aumentare le importazioni dall’estero dei beni alimentari, provocando un ulteriore aumento dei prezzi dei prodotti. Se a ciò si aggiunge che gli altri due grandi produttori mondiali di grano, Russia e Australia, stanno vivendo condizioni meteo altrettanto critiche (siccità in Russia, inondazioni e ciclone in Australia), è facile immaginare le conseguenze per gli altri Paesi: i più sviluppati potranno ottenere i beni ad un prezzo maggiorato, mentre per i più poveri sarà sempre più difficile acquistarne.

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