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mercoledì 7 dicembre 2011

La nuova legge sulle Ong e la disabilità in Cina

La nuova legge all’esame del governo del Guangdong sulla registrazione delle Organizzazioni non governative riaccende il dibattito sulla situazione dei disabili in Cina.

Il governo del Guandong sta esaminando una nuova legge sulle Ong, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1° luglio. Si riapre il dibattito sui portatori di handicap e sulla loro condizione nella società cinese: secondo alcuni, la nuova legge rappresenta un passo avanti non tanto nel campo della registrazione delle Ong, quanto nella visione che la Cina riserva ai portatori di handicap, categoria relegata ai margini del sistema sociale. Per motivi di natura culturale e politica, infatti, la società cinese ha sempre avuto una sorta di repulsione nei confronti dei i disabili che non di rado venivano tenuti chiusi in casa e discriminati. “La Cina ha sempre avuto un atteggiamento molto difficile nei confronti della malattia. Ma in questi ultimi tempi qualcosa sta cambiando: nei mesi scorsi, ad esempio, abbiamo organizzato una cena di gala per raccogliere fondi a favore dei nostri assistiti. E, per la prima volta, è stato un gruppo di cinesi a fornirci quello che ci serviva. Di solito sono gli stranieri a fare la parte principale”, ha di recente dichiararto un dipendente impiegato presso una casa famiglia per disabili a Guangzhou.
Nel dettaglio, secondo la bozza, la provincia più ricca del Dragone si prepara a eliminare la figura del “patrono governativo”, obbligatoria per tutte le Ong intenzionate a registrarsi e quindi a operare nel territorio cinese: spesso si tratta di un controllore del governo che, limitandone l’operato sociale e quindi la possibilità di contribuire a un’adeguata integrazione dei disabili nel contesto sociale, costituisce il maggiore ostacolo per le Ong.

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